Digital health 2025, quando l’innovazione deve dimostrare valore

La digital health entra in una nuova fase di maturità. Il report Digital Health Trends 2025 di IQVIA mostra come il settore stia abbandonando la logica della sperimentazione per confrontarsi con evidenza clinica, rimborso e integrazione nei sistemi sanitari. Un passaggio cruciale per pharma, medtech e decisori.

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Per oltre un decennio la digital health ha vissuto di entusiasmo, capitali e promesse. App, piattaforme, algoritmi e soluzioni di intelligenza artificiale hanno popolato l’ecosistema sanitario globale, spesso più velocemente della capacità dei sistemi di assorbirli.
Il 2025 segna però un punto di svolta: l’innovazione digitale non può più limitarsi a esistere, deve dimostrare valore.

È questo il messaggio di fondo che emerge dal report Digital Health Trends 2025 di Iqvia: il settore sta passando da una fase esplorativa a una fase selettiva, dove sopravvivono le soluzioni in grado di incidere su outcome clinici, sostenibilità economica e processi reali.

Dal “funziona” al “serve davvero”

La prima grande discontinuità riguarda l’evidenza.
Non basta più che una soluzione digitale sia tecnicamente sofisticata o user-friendly: deve dimostrare un impatto misurabile su esiti clinici, aderenza, appropriatezza o costi.

Il report mostra come payer, autorità regolatorie e sistemi sanitari stiano alzando l’asticella. Studi clinici, real-world evidence e metriche di valore diventano prerequisiti per l’adozione.
È una dinamica già vista nel farmaco e nei dispositivi medici, che ora investe pienamente anche il software sanitario.

Rimborso e regolazione come fattori di selezione

Un secondo asse cruciale è quello del rimborso.
Negli Stati Uniti, l’introduzione di centinaia di codici dedicati alle soluzioni digitali ha creato un mercato strutturato, ma anche estremamente competitivo. In Europa, il quadro è più frammentato, con iniziative nazionali e percorsi HTA ancora in evoluzione.

Il punto chiave è che senza un modello di rimborso sostenibile non esiste scala, e senza scala l’innovazione resta confinata a progetti pilota.
Per le aziende life science, questo significa ripensare fin dall’inizio il posizionamento economico delle soluzioni digitali, integrandole in strategie di valore credibili.

Integrazione nei sistemi sanitari, non soluzioni isolate

Il report evidenzia un altro passaggio decisivo: la fine delle soluzioni “stand-alone”.
Le tecnologie digitali che non si integrano nei workflow clinici, nelle cartelle elettroniche e nei processi organizzativi sono destinate a restare marginali.

La digital health efficace è quella che diventa infrastruttura invisibile, capace di supportare decisioni cliniche e gestionali senza aggiungere complessità.
Per questo l’interoperabilità, la governance dei dati e la cybersecurity non sono più temi tecnici, ma scelte strategiche.

Il ruolo crescente delle aziende life science

Uno degli aspetti più interessanti del report è il ruolo sempre più attivo delle aziende farmaceutiche e medtech.
La digital health non è più un’area “adiacente”, ma una componente integrata di strategie che includono patient support, real-world data, servizi e nuovi modelli di relazione con i sistemi sanitari.

Questo spostamento segna un cambio culturale profondo: il valore non risiede solo nel prodotto, ma nell’ecosistema che lo circonda.
Per le aziende, la sfida non è adottare il digitale, ma governarlo con la stessa disciplina con cui si governa lo sviluppo di un farmaco.

Dal mito dell’innovazione alla responsabilità del valore

Il messaggio che emerge dal Digital Health Trends 2025 è netto: l’epoca dell’innovazione come fine a se stessa è finita.
Nel nuovo scenario, la tecnologia è uno strumento, non un obiettivo. Conta ciò che migliora davvero la salute, l’efficienza e la sostenibilità dei sistemi.

Per il settore life science, questa maturazione non è un limite, ma un’opportunità: quella di trasformare la digital health da promessa affascinante a leva industriale concreta.