highlights

Il rischio non è l’AI, ma dipendere dall’AI

L’adozione dell’AI nel pharma apre opportunità, ma anche un rischio meno discusso: la dipendenza da modelli, piattaforme e infrastrutture esterne. Il tema non è frenare l’innovazione, ma governarla, evitando lock-in, perdita di controllo e nuove vulnerabilità industriali.

Regolazione e innovazione. Quando la compliance rallenta il sistema

Il report “AI Adoption Gap in Healthcare” mostra come MDR, AI Act e processi di certificazione rappresentino uno dei principali ostacoli allo sviluppo e alla diffusione dell’AI in sanità. La difficoltà non è solo tecnica o normativa, ma riguarda l’incertezza dei tempi, l’accesso alle risorse e la capacità del sistema di accompagnare le imprese, in particolare le PMI, lungo il percorso di validazione e ingresso nel mercato.

Intelligenza artificiale in sanità. L’Italia innova ma non adotta

Secondo il report “AI Adoption Gap in Healthcare”, il 78% delle aziende MedTech italiane integra già l’intelligenza artificiale, ma l’adozione nel Servizio Sanitario resta limitata. Le barriere non sono tecnologiche, ma regolatorie, organizzative e culturali. Il nodo diventa quindi industriale e di sistema, più che scientifico.

Business

Riempimento asettico oftalmico, la leva della flessibilità produttiva

L’adozione di una linea ibrida per il riempimento asettico consente a Tubilux Pharma di aumentare la capacità produttiva e migliorare la conformità agli standard GMP. Il progetto evidenzia come modularità e integrazione dei processi stiano diventando fattori chiave nella produzione farmaceutica.

Marchesini Group a Interpack 2026 tra sostenibilità e intelligenza industriale

Dalla macchina ORBITA-L alle linee per blister monomateriale, passando per robotica modulare e manutenzione predittiva, Marchesini Group porta a Interpack 2026 una visione industriale centrata su sostenibilità, qualità e digitalizzazione dei processi produttivi.

PRODUZIONE

Intelligenza artificiale

Il rischio non è l’AI, ma dipendere dall’AI

L’adozione dell’AI nel pharma apre opportunità, ma anche un rischio meno discusso: la dipendenza da modelli, piattaforme e infrastrutture esterne. Il tema non è frenare l’innovazione, ma governarla, evitando lock-in, perdita di controllo e nuove vulnerabilità industriali.

Regolazione e innovazione. Quando la compliance rallenta il sistema

Il report “AI Adoption Gap in Healthcare” mostra come MDR, AI Act e processi di certificazione rappresentino uno dei principali ostacoli allo sviluppo e alla diffusione dell’AI in sanità. La difficoltà non è solo tecnica o normativa, ma riguarda l’incertezza dei tempi, l’accesso alle risorse e la capacità del sistema di accompagnare le imprese, in particolare le PMI, lungo il percorso di validazione e ingresso nel mercato.

Il lavoro nel pharma dopo l’AI

L’impatto dell’AI nel pharma non riguarda solo l’automazione, ma la ridefinizione del lavoro. Le competenze si trasformano, i ruoli si ibridano e le organizzazioni devono adattarsi a modelli più integrati. Il cambiamento non è lineare: richiede una revisione strutturale del modo in cui il lavoro è progettato e gestito.

Intelligenza artificiale in sanità. L’Italia innova ma non adotta

Secondo il report “AI Adoption Gap in Healthcare”, il 78% delle aziende MedTech italiane integra già l’intelligenza artificiale, ma l’adozione nel Servizio Sanitario resta limitata. Le barriere non sono tecnologiche, ma regolatorie, organizzative e culturali. Il nodo diventa quindi industriale e di sistema, più che scientifico.

ONE HEALTH

Un virus dal mare e la nuova geografia del rischio biologico

Il nodavirus CMNV, diffuso negli ecosistemi acquatici, è stato identificato in pazienti con una forma emergente di uveite. Il dato non indica una nuova emergenza, ma suggerisce l’estensione del rischio zoonotico e la necessità di nuovi modelli di governance.
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