highlights

Un virus dal mare e la nuova geografia del rischio biologico

Il nodavirus CMNV, diffuso negli ecosistemi acquatici, è stato identificato in pazienti con una forma emergente di uveite. Il dato non indica una nuova emergenza, ma suggerisce l’estensione del rischio zoonotico e la necessità di nuovi modelli di governance.

Cloud e dati nel pharma. La nuova infrastruttura del settore

Nel pharma, il cloud non è più una scelta tecnologica, ma un elemento strutturale. Le data platform diventano il centro dei processi, dall’R&D al manufacturing. Tuttavia, l’adozione richiede nuovi modelli di governance, validazione e sicurezza, soprattutto in contesti regolati. Il cambiamento è infrastrutturale, non solo operativo.

mRNA e piattaforme biologiche. Da emergenza a infrastruttura industriale

Dopo la fase emergenziale, l’mRNA si consolida come piattaforma industriale nel pharma. La sua flessibilità e rapidità produttiva aprono nuove possibilità, ma introducono anche complessità legate a scalabilità, supply chain e regolatorio. Il biotech non è più una nicchia, ma un elemento strutturale del settore.

Business

Marchesini Group a Interpack 2026 tra sostenibilità e intelligenza industriale

Dalla macchina ORBITA-L alle linee per blister monomateriale, passando per robotica modulare e manutenzione predittiva, Marchesini Group porta a Interpack 2026 una visione industriale centrata su sostenibilità, qualità e digitalizzazione dei processi produttivi.

Dazi USA al 100% sui farmaci. L’Italia a rischio reshoring

L’amministrazione Trump ha firmato il 2 aprile 2026 la Proclamazione “Adjusting Imports of Pharmaceuticals and Pharmaceutical Ingredients into the United States”. Tariffe del 100% su farmaci brevettati e principi attivi importati, con esenzioni solo per chi sigla accordi MFN di pricing e piani di onshoring. Nessuna grande azienda italiana tra le 26 che hanno già chiuso deal (Pfizer, Lilly, Novo Nordisk ecc.). Export italiano verso gli USA a rischio: oltre 11 miliardi di euro annui. Farmindustria lancia l’allarme e chiede negoziati urgenti con UE e Washington.

PRODUZIONE

Intelligenza artificiale

UE rinvia le regole per AI ad alto rischio

Il Parlamento Europeo ha posticipato al 2027-2028 l’applicazione delle regole più severe dell’EU AI Act sui sistemi ad alto rischio. Per l’industria farmaceutica e i dispositivi medici intelligenti si apre un periodo di 12-24 mesi in più per preparare la compliance e allineare i requisiti con il Medical Device Regulation. Viene inoltre introdotto il divieto di sistemi di “nudificazione”. Un’occasione importante per sviluppare soluzioni AI più mature e competitive.

AI in ambienti GxP: il vero problema non è l’algoritmo

L’adozione dell’AI in ambito GxP impone una revisione profonda dei modelli di validazione. I sistemi non deterministici introducono nuove complessità in termini di controllo, auditabilità e gestione del ciclo di vita. Non si tratta solo di tecnologia, ma di governance: le aziende devono costruire approcci strutturati per rendere l’AI compatibile con i requisiti regolatori.

La nuova frontiera del rischio sistemico tra attacchi, supply chain e compliance NIS2

Ransomware, vulnerabilità zero-day e attacchi alla supply chain stanno ridefinendo il rischio industriale nel settore farmaceutico. Con l’entrata in vigore della NIS2 e il rafforzamento degli obblighi di resilienza digitale, cybersecurity e compliance diventano elementi strutturali della governance aziendale.

L’Europa è pronta per l’AI in sanità?

Solo l’8% dei Paesi europei dispone di una strategia AI specifica per la salute e appena il 6% ha introdotto requisiti legali per la generative AI in ambito sanitario. L’incertezza normativa è indicata dall’86% degli Stati come principale barriera all’adozione. Per l’industria farmaceutica la sfida è trasformare l’innovazione in soluzioni compliant, interoperabili e sostenibili in un quadro regolatorio ancora in consolidamento.

ONE HEALTH

Un virus dal mare e la nuova geografia del rischio biologico

Il nodavirus CMNV, diffuso negli ecosistemi acquatici, è stato identificato in pazienti con una forma emergente di uveite. Il dato non indica una nuova emergenza, ma suggerisce l’estensione del rischio zoonotico e la necessità di nuovi modelli di governance.
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