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Farmaceutica locomotiva dell’export italiano

Secondo l'Istat, l’Italia chiude il 2025 con esportazioni totali di beni per circa 643 mld € (+3,3% vs 2024). Il settore farmaceutico con ~69,2–70 mld € di export (+28,5%) è il principale driver della crescita manifatturiera e rappresenta oggi oltre l’11% del totale export manifatturiero. Questa performance chiama a politiche industriali più ambiziose e competenze STEM nel settore.

Tendenze 2026 nello sviluppo farmaceutico

L’industria pharma nel 2026 deve trasformare AI, pipeline innovative e smart manufacturing in vantaggio competitivo concreto. Con 176 miliardi $ a rischio patent cliff, investimenti reshoring e nuove pressioni regolatorie UE, la sfida non è scoprire di più, ma industrializzare meglio.

L’Europa è pronta per l’AI in sanità?

Solo l’8% dei Paesi europei dispone di una strategia AI specifica per la salute e appena il 6% ha introdotto requisiti legali per la generative AI in ambito sanitario. L’incertezza normativa è indicata dall’86% degli Stati come principale barriera all’adozione. Per l’industria farmaceutica la sfida è trasformare l’innovazione in soluzioni compliant, interoperabili e sostenibili in un quadro regolatorio ancora in consolidamento.

Business

Farmaceutica locomotiva dell’export italiano

Secondo l'Istat, l’Italia chiude il 2025 con esportazioni totali di beni per circa 643 mld € (+3,3% vs 2024). Il settore farmaceutico con ~69,2–70 mld € di export (+28,5%) è il principale driver della crescita manifatturiera e rappresenta oggi oltre l’11% del totale export manifatturiero. Questa performance chiama a politiche industriali più ambiziose e competenze STEM nel settore.

Formare i decisori della sanità

In un contesto sanitario sempre più orientato al valore e alla sostenibilità, prende avvio HEADS, Executive Master che integra Health Technology Assessment, economia sanitaria e AI generativa. Rivolto a professionisti del market access, farmacia e istituzioni, il percorso mira a formare figure capaci di guidare decisioni complesse basate su evidenze, dati e strumenti digitali avanzati. Avvio il 15 aprile 2026.

IMA acquisisce ProSys

PRODUZIONE

Intelligenza artificiale

La nuova frontiera del rischio sistemico tra attacchi, supply chain e compliance NIS2

Ransomware, vulnerabilità zero-day e attacchi alla supply chain stanno ridefinendo il rischio industriale nel settore farmaceutico. Con l’entrata in vigore della NIS2 e il rafforzamento degli obblighi di resilienza digitale, cybersecurity e compliance diventano elementi strutturali della governance aziendale.

L’Europa è pronta per l’AI in sanità?

Solo l’8% dei Paesi europei dispone di una strategia AI specifica per la salute e appena il 6% ha introdotto requisiti legali per la generative AI in ambito sanitario. L’incertezza normativa è indicata dall’86% degli Stati come principale barriera all’adozione. Per l’industria farmaceutica la sfida è trasformare l’innovazione in soluzioni compliant, interoperabili e sostenibili in un quadro regolatorio ancora in consolidamento.

AI, geopolitica e nuovi equilibri

Il 2026 segna una svolta per il pharma: AI, geopolitica, nuovi modelli produttivi e pricing basato sul valore ridisegnano la filiera. Governare la complessità diventa la vera leva competitiva.

Intelligenza artificiale e industria farmaceutica: perché il ruolo del farmacista industriale è centrale

L’Intelligenza Artificiale sta diventando una tecnologia strutturale per il pharma, ma la sua adozione richiede rigore scientifico e regolatorio. Il white paper EIPG–ISPE esplora casi d’uso concreti, sfide di validazione e nuovi framework normativi, evidenziando il ruolo strategico del farmacista industriale nel governare l’AI in modo sicuro, trasparente e conforme.

ONE HEALTH

Aviaria in Europa, quali strategie One Health?

Tra fine 2025 e inizio 2026 l’Europa affronta una nuova ondata stagionale di H5N1, con decine di focolai avicoli e il primo riscontro di infezione bovina pregressa. Commissione europea, ECDC e OMS confermano un rischio basso per la popolazione generale ma richiamano alla vigilanza. Il caso olandese rafforza l’approccio One Health, mentre le scelte USA sollevano interrogativi sul data sharing globale.
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