Nipah in India, allerta massima nel Bengala Occidentale

Un focolaio nosocomiale di virus Nipah nel Bengala Occidentale riporta l’attenzione su uno dei patogeni prioritari dell’OMS. Cinque casi confermati, risposta nazionale immediata e nessun vaccino disponibile: prevenzione e preparedness restano le armi principali.

0
31

L’India ha confermato un focolaio di infezione da virus Nipah (NiV) nello stato del Bengala Occidentale, con cinque casi accertati, tutti collegati a una catena di trasmissione in ambito sanitario nell’area di Kolkata–Barasat. Secondo il Ministry of Health and Family Welfare, l’evento è stato inquadrato come emergenza sanitaria ad elevata attenzione, secondo la classificazione operativa adottata dalle autorità sanitarie centrali, in considerazione dell’elevata letalità storicamente associata al patogeno e del rischio di cluster nosocomiali.

A fronte della conferma laboratoristica, il Governo centrale ha attivato una risposta nazionale di massima priorità, con misure di contenimento, quarantena dei contatti e il dispiegamento di team specialistici sul campo.

Un cluster sanitario identificato precocemente

I primi due casi sono stati confermati l’11 gennaio 2026 presso il Virus Research and Diagnostic Laboratory (VRDL) dell’Indian Council of Medical Research attivo presso AIIMS Kalyani. I pazienti erano operatori sanitari impiegati in un ospedale privato di Barasat, nell’area metropolitana di Kolkata.

Nei giorni successivi sono stati confermati altri tre casi – tra cui un medico e due infermieri – epidemiologicamente collegati alla stessa struttura. Tutti i pazienti sono stati trasferiti presso l’ospedale per malattie infettive di Beleghata, mentre circa cento contatti stretti sono stati posti in quarantena o sotto sorveglianza clinica attiva.

Le autorità sanitarie statali hanno precisato che, allo stato attuale, non vi è evidenza di trasmissione comunitaria diffusa, elemento che colloca il focolaio in una fase potenzialmente contenibile.

Coordinamento centrale e risposta istituzionale

Il Ministry of Health and Family Welfare ha immediatamente attivato una National Joint Outbreak Response Team, incaricata di supportare il governo del Bengala Occidentale nelle attività di indagine epidemiologica, contact tracing, rafforzamento della capacità diagnostica e gestione clinica dei casi.

Il National Centre for Disease Control, agenzia tecnica del Ministero, ha messo a disposizione delle autorità statali le linee guida ufficiali su Nipah Virus Disease, comprendenti definizione di caso, protocolli di laboratorio, criteri di isolamento e raccomandazioni operative per le strutture sanitarie.

Il Ministro della Salute dell’Unione, Jagat Prakash Nadda, ha assicurato pieno supporto istituzionale al governo statale, sottolineando la necessità di una risposta coordinata e tempestiva.

Nipah, un patogeno ad alta priorità globale

Il virus Nipah è un virus zoonotico appartenente alla famiglia Paramyxoviridae, classificato come agente biologico di gruppo di rischio 4. I serbatoi naturali sono i pipistrelli frugivori del genere Pteropus, diffusi in ampie aree dell’Asia meridionale.

L’World Health Organization include Nipah tra i Blueprint priority pathogens, ovvero quei microrganismi per i quali esiste un rischio significativo di epidemie con impatto sanitario e sociale elevato. Secondo le schede tecniche OMS, i tassi di letalità osservati nei diversi focolai storici oscillano tra il 40% e il 75%, con particolare gravità nei ceppi circolanti in India e Bangladesh.

La trasmissione interumana, sebbene non efficiente come quella di virus respiratori pandemici, è ben documentata in contesti di contatto stretto, soprattutto in ambito ospedaliero e familiare.

Nessun vaccino, focus su prevenzione e preparedness

Attualmente non sono disponibili vaccini o terapie antivirali specifiche approvate per l’uso clinico routinario contro Nipah. La gestione dei casi si basa su trattamento di supporto intensivo, con particolare attenzione alle complicanze respiratorie e neurologiche.

Sono tuttavia in sviluppo diverse pipeline sperimentali, incluse piattaforme vaccinali a vettore virale, a subunità proteica e basate su mRNA, attualmente in fase preclinica o di sperimentazione clinica iniziale. In assenza di soluzioni consolidate, come ribadito sia dalle autorità indiane sia dall’OMS, la prevenzione resta l’asse portante della risposta: sorveglianza precoce, capacità diagnostica, isolamento tempestivo dei casi e rigorosa applicazione delle misure di infection prevention and control nelle strutture sanitarie.

Un segnale per la sanità globale e per l’industria

Il focolaio del Bengala Occidentale rappresenta un banco di prova per la preparedness sanitaria in contesti ad alta densità di popolazione. La rapidità della risposta istituzionale indiana suggerisce una crescente maturità dei sistemi di sorveglianza, ma conferma anche quanto patogeni ad alta letalità e bassa diffusività restino una minaccia concreta.

In questo senso, Nipah si conferma un case study per i portafogli di sviluppo dedicati ai patogeni a potenziale epidemico, ambiti in cui la logica di mercato tradizionale risulta insufficiente in assenza di meccanismi di incentivo pubblico e di condivisione del rischio. Per l’industria farmaceutica e per i decisori del settore salute, il messaggio è chiaro: investimenti in ricerca, vaccini e preparedness non sono solo una scelta scientifica, ma una componente strutturale della sicurezza sanitaria globale.

Fonti ufficiali

  1. Ministry of Health and Family Welfare, Government of India – Comunicazioni istituzionali sulla risposta nazionale al focolaio Nipah
  2. National Centre for Disease Control (NCDC), MoHFW – Nipah Virus Guidelines (definizioni di caso, protocolli clinici e di laboratorio)
  3. Indian Council of Medical Research (ICMR) – Conferma laboratoristica dei casi tramite rete VRDL
  4. World Health Organization (WHO) – Nipah Virus Fact Sheet e Blueprint priority pathogens