Aviaria in Europa, quali strategie One Health?

L’influenza aviaria ad alta patogenicità H5N1 accelera la diffusione negli allevamenti europei, con 60 nuovi focolai in tre settimane e un evento inedito nei Paesi Bassi: la rilevazione di anticorpi in una mucca da latte. Mentre l’UE rafforza misure di contenimento, sorveglianza e preparedness vaccinale secondo un approccio One Health, emergono asimmetrie globali nella gestione del rischio, in particolare con gli Stati Uniti.

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L’influenza aviaria ad alta patogenicità (HPAI) A(H5N1) ha accelerato la propria diffusione negli allevamenti europei: tra il 23 dicembre 2025 e metà gennaio 2026 sono stati notificati alla Commissione europea 60 nuovi focolai in 13 Stati membri (Belgio, Bulgaria, Repubblica Ceca, Danimarca, Germania, Spagna, Francia, Italia, Ungheria, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo e Svezia). Contestualmente, i Paesi Bassi hanno segnalato la presenza di anticorpi contro H5N1 in una mucca da latte – primo caso documentato in Europa – ponendo l’accento sulla necessità di un approccio One Health integrato per prevenire ulteriori salti di specie.

Un quadro aggiornato: 60 focolai in 3 settimane

Secondo una decisione di esecuzione della Commissione, tra il 23 dicembre 2025 e metà gennaio 2026 sono stati notificati complessivamente 60 nuovi focolai di HPAI in stabilimenti in cui erano detenuti pollame o volatili in cattività nei 13 Paesi sopra elencati. In risposta, tutti gli Stati interessati hanno applicato le misure previste dal Regolamento delegato (UE) 2020/687, inclusa l’istituzione di zone di protezione e sorveglianza attorno ai focolai, con restrizioni stringenti su movimentazioni di animali, prodotti e sottoprodotti.

Regolamento delegato (UE) 2020/687

La Commissione ha ribadito che la situazione è “monitorata attentamente” e che l’Europa sta affrontando un’ondata stagionale significativa di HPAI, in un contesto globale in cui H5N1 è ormai diffuso tra gli uccelli selvatici e causa grandi epidemie nel pollame e nei bovini da latte statunitensi. Ad oggi, però, nessun caso umano di A(H5N1) è stato confermato nell’UE/SEE e la valutazione del rischio dell’ECDC per la popolazione generale rimane bassa, mentre per i gruppi professionalmente esposti (operatori di allevamenti, veterinari, addetti all’abbattimento) il rischio è considerato da basso a moderato.

In Italia, 48 focolai sono stati confermati tra ottobre 2025 e gennaio 2026, concentrati in Veneto, Lombardia ed Emilia-Romagna, con proroga delle misure straordinarie al 31 gennaio.

Il caso olandese: anticorpi H5N1 in una mucca da latte

Nel gennaio 2026, i Paesi Bassi hanno segnalato la presenza di anticorpi contro il virus H5N1 in una mucca da latte, nel contesto di un’indagine avviata dopo la morte di un gatto risultato positivo all’influenza aviaria nello stesso allevamento. I campioni di sangue e di latte dell’animale hanno mostrato la presenza di anticorpi, indicativa di una precedente infezione, mentre tutti i test sul latte per la ricerca di virus attivo sono risultati negativi.

L’Autorità olandese per la sicurezza alimentare e dei prodotti di consumo (NVWA) ha sottolineato che la presenza di anticorpi contro l’influenza aviaria non era mai stata dimostrata prima nei bovini da latte in Europa, qualificando l’evento come senza precedenti. I controlli epidemiologici condotti sull’allevamento non hanno evidenziato ulteriori bovini infetti né diffusione ad altre aziende, e nessuna delle persone che vivono o lavorano nella stalla ha manifestato sintomi simil-influenzali.

Il caso conferma la possibilità di infezioni bovine “silenti” o paucisintomatiche in Europa, replicando il pattern osservato negli USA dal marzo 2024 (quasi 1 milione di bovini colpiti in 16 stati).

La posizione ufficiale di Commissione europea, ECDC ed OMS

Nelle dichiarazioni riportate dalla stampa e nei documenti di implementazione, la Commissione europea ha ribadito tre punti chiave:

  • i 60 nuovi focolai notificati in 3 settimane confermano una diffusione attiva di HPAI negli allevamenti avicoli europei;
  • tutti gli Stati membri coinvolti hanno applicato le misure di controllo previste, con zonazione sanitaria attorno ai focolai;
  • non sono stati identificati casi umani nell’UE/SEE e il rischio per la popolazione generale è ritenuto basso sulla base delle valutazioni ECDC.

L’ECDC segnala che la sorveglianza su A(H5) negli esseri umani in Europa non ha rilevato casi autoctoni, mentre la comparsa di casi sporadici negli Stati Uniti è legata a esposizioni molto ravvicinate a bovini da latte infetti. OMS, FAO e WOAH valutano il rischio globale per la salute pubblica come basso (moderato per esposti professionali).

La situazione negli Stati Uniti: focolai bovini e casi umani sporadici

Il CDC definisce H5N1 “widespread in wild birds worldwide”, con focolai in pollame e bovini da latte e casi umani sporadici legati a esposizioni dirette; al gennaio 2026, i casi umani cumulativi sono 71 (tutti da esposizione animale).

Esperti: da Bassetti a Ciccozzi, l’allarme One Health

Matteo Bassetti ha ridefinito H5N1 come “non più solo aviario”, invocando test rapidi umani, vaccini su larga scala e farmaci antivirali. Massimo Ciccozzi attribuisce l’accelerazione agli allevamenti intensivi. Gianni Rezza e Marion Koopmans sottolineano la necessità di preparedness precauzionale.

Preparazione UE: vaccini e piani nazionali

L’Italia ha approvato il piano nazionale di vaccinazione preventiva (primavera 2026), prioritario per Veneto, Lombardia ed Emilia-Romagna. L’UE dispone di vaccini pre-pandemici (Aflunov, Seqirus, Celldemic) e pandemici (Adjupandrix, Foclivia, Incellipan, AstraZeneca H5N1), con appalti congiunti conclusi.

Contrappunto USA: mentre l’UE consolida la preparedness, l’amministrazione Trump ha implementato tagli mirati che ridisegnano la risposta a H5N1 (Tabella 1).

Programma/Fonte Decisione 2025 Implicazione Strategica
Moderna H5N1 Vaccine Cancellazione $700M Ritardo mRNA pandemico [reuters]​
NIFA Animal Health Review politica Incertezza zoonosi [sentientmedia]​
CDC Surveillance Riduzione comunicazioni Trasparenza compromessa [infectioncontroltoday]​
COVID Funding Cancellazione $12B Sorveglianza indebolita [reuters]​

Questi tagli creano asimmetrie nel data sharing globale.