Nel panorama della manifattura biofarmaceutica, l’asepsi non è più solo una condizione tecnica: è un fattore competitivo. In questo contesto si inserisce l’operazione annunciata l’11 febbraio 2026, con cui IMA ha firmato un accordo per l’acquisizione della maggioranza delle azioni di ProSys Sampling Systems Limited.
L’obiettivo è chiaro: rafforzare la presenza del Gruppo nel campo delle tecnologie per isolatori asettici e sistemi di contenimento, un segmento cruciale per la produzione di farmaci ad alta potenza, biologici e terapie avanzate.
Fondata nel 1997 a Cork, in Irlanda, ProSys si è affermata negli ultimi quasi trent’anni come fornitore di riferimento per apparecchiature destinate a isolatori e sistemi di campionamento per il mercato biofarmaceutico globale.
La specializzazione nella tecnologia asettica e nelle soluzioni di contenimento rappresenta oggi un asset strategico in un’industria sempre più orientata alla gestione del rischio microbiologico e alla protezione dell’operatore.
Asepsi e contenimento come driver di crescita
L’evoluzione delle pipeline biofarmaceutiche — con un aumento costante di anticorpi monoclonali, ADC, terapie geniche e prodotti altamente attivi — sta ridefinendo gli standard produttivi. Gli isolatori non sono più una scelta opzionale ma una necessità progettuale, integrata fin dalle prime fasi di sviluppo degli impianti.
In questo scenario, l’integrazione di competenze verticali nel sampling e nei sistemi di contenimento consente a IMA di ampliare il proprio portafoglio con soluzioni complementari ad alto valore aggiunto. L’operazione si inserisce in una traiettoria di consolidamento tecnologico che privilegia know-how specialistico e prossimità al cliente.
Continuità manageriale e autonomia operativa
Un elemento rilevante dell’accordo riguarda la governance. Michael McLoughlin, co-fondatore di ProSys, manterrà la carica di Amministratore Delegato. L’azienda continuerà a operare come entità indipendente, collaborando strettamente con Michele Arduini, Vice President del business IMA Life.
Questa scelta riflette un modello ormai consolidato nelle strategie di crescita per linee esterne: integrazione industriale, ma preservazione dell’identità tecnica e imprenditoriale. Per realtà altamente specializzate, la continuità gestionale è spesso una condizione essenziale per mantenere relazioni di fiducia con clienti globali e partner tecnologici.
Un’operazione coerente con la logica di portafoglio
Per ProSys, l’ingresso nel Gruppo IMA rappresenta un’opportunità di sviluppo e crescita a lungo termine. Per IMA, invece, l’operazione consolida un presidio strategico in un segmento ad alta barriera tecnologica.
Nel mercato delle tecnologie per il biofarmaceutico, la differenza non si gioca più soltanto sull’automazione o sulla velocità di confezionamento, ma sulla capacità di garantire ambienti controllati, tracciabilità dei campioni, riduzione del rischio di contaminazione crociata e sicurezza dell’operatore.
Le tecnologie di isolazione e campionamento diventano così parte integrante della value proposition, non accessori di processo. In questo senso, l’acquisizione di ProSys appare coerente con una strategia che punta a rafforzare la componente critica della catena produttiva, laddove compliance regolatoria, qualità e innovazione si incontrano.
Un segnale al mercato
Il consolidamento nel segmento delle tecnologie asettiche è un segnale chiaro al mercato: la competizione si sta spostando verso soluzioni integrate, modulari e altamente specializzate. Le aziende che sapranno combinare scala industriale e competenze verticali saranno quelle meglio posizionate per intercettare la crescita del biofarmaceutico nei prossimi anni.
Con questa operazione, IMA amplia il proprio perimetro tecnologico e rafforza la propria presenza in un ambito destinato a diventare sempre più centrale nella manifattura farmaceutica avanzata. Un movimento che non è soltanto finanziario, ma strategico.


