La produzione dei farmaci è oggi uno dei terreni su cui si misura la capacità di innovazione dell’industria farmaceutica. Nuove terapie, requisiti regolatori sempre più stringenti e tecnologie produttive in rapida evoluzione stanno trasformando il modo in cui sono progettati e realizzati i medicinali, in particolare quelli destinati alla somministrazione parenterale.
In questo scenario si inserisce l’evento organizzato dal PDA Italy Chapter, che si terrà il 22 e 23 aprile presso lo Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare di Firenze, e che riunirà esperti dell’industria, del mondo accademico e dei fornitori di tecnologia per discutere le nuove frontiere dell’eccellenza nel manufacturing farmaceutico.
Il programma è costruito per affrontare l’intera filiera produttiva del farmaco, partendo dalla produzione della sostanza attiva fino alle fasi finali di riempimento e confezionamento.
Come spiega Francesca Selmin, professoressa associata dell’Università degli Studi di Milano e membro del board del PDA Italy Chapter per il biennio 2026-2027, l’obiettivo dell’iniziativa è offrire una visione integrata del processo produttivo.
«L’evento è stato pensato per discutere le eccellenze nel processo manifatturiero considerando tutti gli step che vanno dall’ottenimento della sostanza attiva fino alle fasi finali di filling».
Il focus sui farmaci parenterali
Negli ultimi anni l’attenzione dell’industria farmaceutica si è concentrata sempre di più sui farmaci parenterali, vale a dire medicinali che presentano requisiti produttivi particolarmente complessi.
La necessità di garantire condizioni di sterilità, la crescente complessità del principio attivo e delle formulazioni e l’introduzione di nuove piattaforme terapeutiche rendono questi processi tra i più sfidanti dal punto di vista industriale.
Come sottolinea Selmin nella video-intervista realizzata in vista dell’evento, le innovazioni tecnologiche e formulative stanno portando a una rinnovata attenzione verso questi medicinali.
«Le innovazioni tecnologiche e formulative hanno portato a una forte attenzione verso i farmaci parenterali, che presentano criticità specifiche, prima fra tutte il controllo della sterilità».
L’evento PDA offrirà quindi un’occasione per analizzare in modo approfondito le strategie che consentono di affrontare queste sfide produttive e che richiedono investimenti mirati in tecnologie “flessibili” che nel contempo garantiscano alti livelli di qualità produttiva.
Tra regolatorio e innovazione tecnologica
Il programma dell’iniziativa affronterà anche gli sviluppi più recenti sul piano regolatorio, un tema particolarmente rilevante per le aziende che operano nella produzione di medicinali sterili.
Tra i contributi previsti vi sono interventi dedicati alle evoluzioni normative e alla loro applicazione nei contesti industriali, con l’obiettivo di tradurre le indicazioni regolatorie in strumenti concreti per la progettazione e la gestione dei processi produttivi.
Accanto a questi aspetti, ampio spazio sarà dedicato alle innovazioni tecnologiche nel manufacturing farmaceutico, con particolare attenzione alle soluzioni che consentono di migliorare l’efficienza produttiva e la qualità dei processi.
Il ruolo crescente dei medicinali sperimentali
Un altro tema centrale del programma riguarda lo sviluppo e la produzione degli investigational medicinal products, sempre più importanti nelle fasi di ricerca clinica.
La crescente diffusione di nuove piattaforme terapeutiche, come ad esempio quelle basate su acidi nucleici, sta infatti aumentando la necessità di sistemi produttivi flessibili e capaci di gestire piccoli lotti destinati ai trial clinici.
Come evidenzia la professoressa Selmin, questo scenario richiede nuovi modelli di produzione e un forte coordinamento tra ricerca e manufacturing.
«Con l’arrivo di nuove piattaforme terapeutiche, come quelle basate su acidi nucleici, i trial clinici stanno diventando sempre più importanti. La disponibilità di sistemi produttivi in grado di gestire small batch è quindi fondamentale per lo sviluppo dei medicinali sperimentali».
Il valore della collaborazione tra industria e accademia
Uno degli elementi distintivi dell’evento sarà il confronto tra attori diversi della filiera farmaceutica: industria, università e fornitori di tecnologia.
Negli ultimi anni la collaborazione tra questi mondi è diventata sempre più importante per affrontare la crescente complessità dei processi produttivi e accelerare l’innovazione nel settore.
Secondo la professoressa, la sinergia tra accademia e industria rappresenta oggi una leva fondamentale per sviluppare nuove competenze e rafforzare la capacità innovativa del settore.
«Negli ultimi anni si è visto come la sinergia tra accademia e industria permetta di creare una rete più solida e di ampliare le competenze in modo reciproco».
In questo senso, eventi come quello organizzato dal PDA Italy Chapter non sono solo momenti di aggiornamento tecnico, ma anche occasioni di dialogo e costruzione di una comunità professionale capace di condividere esperienze e soluzioni.
Guarda la video intervista integrale
Un’occasione di confronto per il settore
Il manufacturing farmaceutico è oggi uno degli ambiti più dinamici dell’industria delle scienze della vita. L’evoluzione delle terapie, la digitalizzazione dei processi e l’aumento delle aspettative regolatorie stanno ridefinendo le competenze e le tecnologie necessarie per produrre farmaci in modo sicuro ed efficiente.
L’evento organizzato dal PDA Italy Chapter si propone quindi come un momento di confronto tra professionisti del settore, con l’obiettivo di analizzare le sfide emergenti e condividere le soluzioni che stanno ridisegnando il futuro della produzione farmaceutica.


