Marchesini Group a Interpack 2026 tra sostenibilità e intelligenza industriale

A Interpack 2026 Marchesini Group presenta un sistema integrato che unisce sostenibilità, robotica e intelligenza artificiale. Dalle nuove soluzioni per il riempimento alle tecnologie per il packaging riciclabile, emerge un modello industriale basato su integrazione e controllo dei processi.

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Interpack non è solo una fiera. È, per l’industria del packaging e del processing, un momento di verifica collettiva: delle tecnologie, delle direzioni di mercato, ma soprattutto delle priorità strategiche. Nell’edizione 2026, in programma a Düsseldorf dal 7 al 13 maggio, Marchesini Group si presenta con un posizionamento chiaro: integrare sostenibilità, automazione avanzata e intelligenza digitale in un’unica architettura industriale. L’appuntamento è presso il padiglione 15, stand A42 1-6.

Lo stand – oltre 1500 metri quadrati nel padiglione 15 – è pensato come un percorso più che come una vetrina. Non una sequenza di macchine, ma un sistema che mette in relazione packaging primario, riempimento asettico, robotica, tracciabilità e servizi digitali. Il punto non è mostrare singole tecnologie, ma la loro capacità di funzionare insieme in contesti produttivi sempre più complessi.

Tra le novità più rilevanti emerge ORBITA-L, soluzione modulare per il riempimento e la tappatura di liquidi non iniettabili. La macchina introduce due elementi chiave: un sistema di trasporto magnetico che consente il controllo peso al 100% e una stira-canula servomotorizzata che ottimizza la fase di chiusura. Non è solo un avanzamento tecnico, ma una risposta diretta a una richiesta crescente di controllo qualità integrato lungo tutta la linea.

Parallelamente, l’Aseptic Business Unit porta in fiera soluzioni dedicate al mondo degli iniettabili, con sistemi compatti per il riempimento e la chiusura automatizzata e tecnologie per l’ispezione di siringhe che integrano funzioni di denesting e renesting. Qui il tema è la continuità operativa in ambienti ad alta criticità, dove precisione, sterilità e automazione devono coesistere senza margini di errore.

Ma è sulla sostenibilità che il Gruppo costruisce una parte significativa della propria narrazione industriale. Non in termini dichiarativi, ma operativi. Le soluzioni presentate riflettono un lavoro strutturato sui materiali – carta, monomateriali plastici riciclabili, alluminio – e sulla capacità delle linee di adattarsi ai requisiti del regolamento europeo sugli imballaggi (PPWR). In questo senso, la sostenibilità diventa una variabile progettuale e non un vincolo esterno.

Un esempio concreto è la linea robotizzata per blister in polipropilene, progettata per alte velocità e integrata con sistemi di visione e controllo qualità basati su intelligenza artificiale. Qui il passaggio è evidente: dalla semplice sostituzione dei materiali a una riprogettazione dell’intero processo produttivo.

Accanto ai materiali, emerge un altro tema meno visibile ma altrettanto strategico: il ciclo di vita delle macchine. Con Rinova, Marchesini porta in fiera il concetto di remanufacturing in forma concreta, mostrando una macchina rigenerata completata progressivamente durante i giorni della manifestazione. Non è solo un’operazione dimostrativa, ma un messaggio industriale preciso: l’estensione della vita utile degli asset è parte integrante della sostenibilità.

L’area dedicata alla robotica e all’intelligenza artificiale completa il quadro. La Next Generation Robotics introduce sistemi modulari multi-asse, integrati con visione artificiale e algoritmi di deep learning. Il punto non è la performance isolata del robot, ma la sua capacità di adattarsi a scenari produttivi non strutturati, dove variabilità e complessità sono la norma.

In questa stessa logica si inserisce Morpheus, soluzione di manutenzione predittiva basata su AI, insieme a un ecosistema digitale che comprende portali cliente, documentazione online e strumenti di realtà aumentata per il cambio formato. Il servizio, qui, non è più un elemento accessorio, ma parte integrante della macchina.

Infine, uno spazio dedicato al packaging cosmetico amplia il perimetro applicativo, con linee sviluppate per la gestione flessibile di flaconi e tubetti, segno di una convergenza crescente tra esigenze farmaceutiche e cosmetiche sul piano tecnologico.

Nel complesso, la presenza a Interpack 2026 restituisce un’immagine coerente: un’industria che non evolve per singoli salti tecnologici, ma per integrazione progressiva di sistemi, materiali e intelligenza. E in cui la competitività non si gioca più solo sulla macchina, ma sulla capacità di costruire ecosistemi produttivi adattivi, tracciabili e sostenibili.