Regione Lombardia e Sanofi, un’intesa per le Life Sciences

Il protocollo triennale apre nuove possibilità di collaborazione tra istituzioni e industria farmaceutica. Ricerca clinica, innovazione tecnologica e prevenzione sono gli ambiti individuati. La sfida sarà tradurli in progetti operativi.

0
36

La collaborazione tra istituzioni pubbliche e industria farmaceutica assume un ruolo sempre più importante nello sviluppo della ricerca e nell’introduzione dell’innovazione nei sistemi sanitari. In questo contesto si inserisce il protocollo d’intesa sottoscritto il 5 novembre 2026 da Regione Lombardia e Sanofi, con l’obiettivo di promuovere iniziative congiunte nell’ambito delle Scienze della vita.

L’accordo, firmato dall’assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso e da Marcello Cattani, presidente e amministratore delegato di Sanofi Italia e Malta, ha una durata triennale e non comporta oneri finanziari per la Regione.

L’elemento di maggiore interesse riguarda la struttura della collaborazione: il protocollo costituisce una cornice aperta e non esclusiva, destinata a essere sviluppata attraverso successivi accordi attuativi. Una formula che consente di individuare obiettivi condivisi, lasciando alla progettazione operativa la definizione degli interventi.

Dalla ricerca clinica all’innovazione industriale

L’intesa individua due ambiti principali. Il primo comprende la ricerca clinica, l’innovazione tecnologica e i processi di trasformazione industriale, valorizzando le competenze scientifiche e produttive presenti in Lombardia.

Il secondo riguarda la prevenzione, attraverso attività di formazione e sensibilizzazione dedicate alla salute, ai corretti stili di vita e alla gestione delle malattie.

Per l’industria farmaceutica, l’aspetto interessante è l’inclusione esplicita dell’innovazione industriale accanto alla ricerca clinica. Si tratta di attività che richiedono competenze e infrastrutture differenti, ma che possono beneficiare di una maggiore integrazione tra imprese, strutture sanitarie e centri di ricerca.

La collaborazione potrebbe favorire lo sviluppo di iniziative capaci di collegare sperimentazione clinica, applicazione delle tecnologie e trasferimento delle conoscenze. Il protocollo, tuttavia, non identifica ancora progetti specifici, investimenti dedicati o risultati attesi: questi elementi dovranno emergere dagli accordi successivi.

Un modello aperto ad altre imprese

Un’altra caratteristica dell’intesa è la sua natura non esclusiva. Regione Lombardia ha infatti manifestato l’intenzione di sviluppare collaborazioni analoghe con altre aziende del comparto.

Il protocollo rappresenta il primo accordo di questa tipologia sottoscritto dalla Regione con un’impresa delle Life Sciences e potrebbe quindi costituire un riferimento per ulteriori iniziative.

La possibilità di estendere il modello pone anche una questione di governance. Per valorizzare il contributo dell’industria, sarà importante definire obiettivi verificabili, responsabilità dei soggetti coinvolti e criteri trasparenti per la realizzazione delle attività.

Nella ricerca clinica, in particolare, la collaborazione pubblico-privato richiede una chiara distinzione dei ruoli, nel rispetto dell’indipendenza scientifica e delle disposizioni applicabili alla sperimentazione.

Il peso della filiera farmaceutica lombarda

L’intesa si inserisce in un territorio nel quale Sanofi dispone già di una rete di attività economiche e scientifiche.

Secondo uno studio realizzato da KPMG e presentato dall’azienda, le attività di Sanofi in Lombardia generano un contributo economico complessivo, diretto, indiretto e indotto, di 158 milioni di euro, sostenendo circa 1.900 posti di lavoro lungo la filiera.

Sul versante clinico, i dati comunicati indicano il coinvolgimento di 165 centri, con 585 pazienti partecipanti a 86 studi.

Sono numeri che aiutano a comprendere la dimensione dell’ecosistema interessato, pur rappresentando attività già esistenti e non risultati attribuibili al nuovo protocollo.

La disponibilità di competenze industriali, reti cliniche e strutture di ricerca costituisce una condizione favorevole per avviare collaborazioni. Perché queste producano risultati misurabili, sarà necessario individuare progetti coerenti con le esigenze del territorio e con le priorità scientifiche.

La prova degli accordi attuativi

Il valore dell’intesa potrà essere valutato soprattutto nei prossimi tre anni, quando gli obiettivi generali dovranno tradursi in iniziative definite.

Per la ricerca clinica, gli indicatori potranno riguardare l’effettiva attivazione di nuovi progetti, la partecipazione dei centri e la capacità di coinvolgere i pazienti. Sul fronte industriale, sarà importante verificare quali tecnologie e competenze verranno sviluppate e attraverso quali forme di collaborazione.

La scelta di costruire un modello aperto anche ad altre imprese introduce inoltre una prospettiva più ampia: quella di rafforzare le relazioni tra sistema sanitario, ricerca e industria farmaceutica attraverso strumenti di cooperazione continuativa.

Il protocollo Lombardia-Sanofi rappresenta dunque un punto di partenza. La sua rilevanza dipenderà dalla capacità dei partner di trasformare gli impegni sottoscritti in attività scientifiche e industriali documentabili.

Vuoi trovare più facilmente MakingPharmaIndustry su Google?

Aggiungici alle tue fonti preferite