Il modello Campania nella lotta all’epatite C

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eradicazione HCV in Campania

Il modello Campania nella lotta all’epatite C consente a questa regione di vantare il primato di presa in carico di pazienti rispetto al numero di residenti.

Se ne è parlato nel corso della Tavola Rotonda online “Strategia di eliminazione dell’HCV: la risposta della Regione Campania” organizzata da ISHEO con in contributo incondizionato di Gilead Sciences.

Moderati dal giornalista Daniel Della Seta, sono intervenuti Davide Integlia, direttore di ISHEO; Stefano Vella – Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma; Carmine Coppola, direttore UOC Medicina Interna ed AFO- Epatologia ed Ecointerventistica; Ivan Gardini, presidente EpaC Onlus; Loreta Kondili – Centro Nazionale per la Salute Globale, Istituto Superiore di Sanità; Luigi Elio Adinolfi, professore Ordinario di Medicina Interna dell’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”; Marcello Persico, professore Ordinario di Medicina Interna dell’Università di Salerno; Massimo Galli, Past President SIMIT; Ugo Trama, responsabile della U.O.D. 06 “Politica del Farmaco e Dispositivi” presso la Direzione Generale per la tutela della Salute e il Coordinamento del Sistema Sanitario Regionale.

Il modello Campania nella lotta all'epatite C

Già con il Decreto n.65 del 13/12/2017, Regione Campania è stata la prima a definire formalmente un Piano di eradicazione dell’HCV, sfruttando al meglio le risorse economiche messe a disposizione dal fondo per i farmaci innovativi.

Adesso, dopo il rallentamento degli screening e dei trattamenti provocato dalla pandemia da COVID-19, mentre tutto il Paese si sta impegnando per riprendere il processo di eradicazione del virus dell’epatite C, la Campania è pronta ad avviare nuovi progetti per centrare l’obiettivo di eliminare il virus entro il 2030. Questo traguardo, proposto dall’OMS, è raggiungibile grazie ai nuovi farmaci DAA efficaci in poche settimane, gratuiti e senza effetti collaterali.

In Italia la sfida è sostenuta anche dai fondi per gli screening da parte del Ministero della Salute approvati con l’emendamento al Decreto Milleproroghe del febbraio 2020.

L’epatite C in Campania

L’infezione da HCV rappresenta un problema serio su tutto il territorio campano. Secondo i dati dell’Osservatorio Nazionale Buone Pratiche sulla sicurezza in Sanità, nel triennio 2014-2017, in Campania c’è il maggior numero di soggetti positivi ai marcatori delle malattie infettive trasmissibili attraverso trasfusione (tra cui l’epatite C) tra i donatori di sangue alla prima esperienza. La regione detiene però anche il primato di presa in carico di pazienti rispetto al numero di residenti.

 Luigi Elio Adinolfi sottolinea che finora sono stati trattati circa 30mila soggetti, con la guarigione in oltre il 99% dei casi. Ma aggiunge che l’eliminazione del virus resta lontana: si stimano tra i 40.000e i 60.000 soggetti spesso inconsapevoli di essere affetti. Tra questi, il 20% sarebbe in popolazioni considerate ad alto rischio (come tossicodipendenti, carcerati e immigrati); l’80% sarebbe collocato nella popolazione generale, quindi a carico del Medico di Medicina Generale.

Le misure delle Regione Campania per l’eradicazione dell’HCV

Le strategie messe in atto in Campania, anche per favorire l’emergere del sommerso, comprendono:

  • centralizzazione i processi di acquisto,
  • uniformazione dell’identificazione dei centri prescrittori,
  • emanazione di PDTA dinamici e adeguati alle esigenze contingenti,
  • sviluppo di protocolli operativi,
  • istituzione con i MMG dei criteri di identificazione dei pazienti a rischio,
  • iscrizione di questi ultimi in un’anagrafe regionale,
  • potenziamento dei test salivari,
  • somministrazione dei farmaci all’interno delle strutture carcerarie.

Marcello Persico evidenzia che ci sarà una cabina regionale dettata anche da ACE (Alleanza Contro le Epatiti, composta dalle società scientifiche AISF e SIMIT e dall’Associazione dei paziente EpaC onlus) per individuare le strategie più idonee, come ad esempio i test abbinati per HCV e Sars-CoV-2, già utilizzati in alcune città. Inoltre, bisognerà realizzare una rete con gli altri enti maggiormente coinvolti come le carceri e SerD. Sarà anche necessario usare l’expertise dei MMG sul territorio per screenare la popolazione generale, trovando i metodi più efficienti a livello qualità-prezzo per usare i fondi che già ci sono.

Il progetto CCuriamo

ISHEO, con il contributo incondizionato di Gilead Sciences Italia, è impegnata già da due anni nell’analisi d’impatto delle strategie volte a eliminare l’Epatite C in Italia attraverso iniziative di confronto e approfondimento con i principali esperti a livello nazionale e internazionale.

Quest’anno il progetto si concentra sulla valutazione delle risposte regionali alla strategia di eradicazione dell’HCV, coerentemente con il piano di prevenzione nazionale, in particolare riguardo alla realizzazione degli screening. Il primo a essere analizzato è stato il modello Campania nella lotta all’epatite C.

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