Nutrizione medica dei pazienti oncologici nella pandemia

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Nutrizione medica e COVID-19

L’Associazione Confindustria Nutrizione Medica – Unione Italiana Food, che riunisce le aziende del settore della nutrizione medica in Italia, ha promosso un incontro dal titolo “Nutrizione medica e COVID-19: qual è il bisogno dei pazienti oncologici?”.

L’incontro si è svolto alla presenza di società scientifiche, associazioni pazienti e rappresentanti delle istituzioni, per inquadrare i problemi legati all’accesso agli alimenti a fini medici speciali (AFMS) per i malati oncologici in tempo di pandemia da COVID-19.

L’emergenza coronavirus ha portato una significativa riduzione dell’accesso in ospedale da parte di pazienti affetti da patologie non COVID-19, causando in alcuni casi un’assenza di trattamento e dunque l’aggravarsi delle condizioni di salute. Le complicanze più severe sono state riportate dai pazienti più anziani, spesso già affetti da patologie pregresse, e di quelli oncologici, particolarmente fragili e immunocompromessi. 

Nutrizione medica e COVID-19

Secondo i dati riportati dall’associazione Nutrizione Medica – Unione Italiana Food, nell’ultimo periodo, si è verificata una riduzione del 52% dell’attività ambulatoriale nei reparti e del 57% delle visite settimanali. Inoltre, il 62,4% delle visite è stato riprogrammato e il 95% dei follow-up cancellatoI ritardi nell’assistenza clinica e le difficoltà nel procurarsi l’adeguato supporto di AFMS a causa del lockdown hanno causato un drastico peggioramento dello stato nutrizionale dei malati oncologici.

Riccardo Caccialanza, rappresentante SINPE, Società Italiana di Nutrizione Artificiale e Metabolismo, spiega che la malnutrizione è spesso associata alla tossicità dei trattamenti oncologici e al peggioramento della condizione di salute del paziente o a quello della prognosi generale. Caccialanza sottolinea che, in questa situazione di emergenza sanitaria, il supporto all’alimentazione dei pazienti affetti da cancro resta una priorità e suggerisce  un cambiamento nell’approccio ai pazienti che preveda la continuità della nutrizione clinica.

A tale scopo, è necessario promuovere una cultura della nutrizione medica che conduca alla presa in carico dei pazienti volta alla corretta diagnosi del loro stato nutrizionale.

Maurizio Muscaritoli, presidente SINuC, Società Italiana di Nutrizione Clinica e Metabolismo, evidenzia due punti chiave che si rendono necessari:

  • lo screening sistematico e omogeneo per la valutazione dello stato nutrizionale dei malati,
  • l’inserimento degli AFMS nei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza).

La pandemia aggrava uno status quo di urgenza preesistente dovuto anche alla mancanza di una piena attuazione dell’accordo siglato tra Stato e Regioni.

Nutrizione medica e Covid-19

Il Manifesto “Nutrizione Medica: più forza alla cura”

Nel dicembre 2019, società scientifiche, associazioni pazienti e aziende del settore nutrizione clinica hanno presentato il Manifesto “Nutrizione Medica: più forza alla cura” per chiedere alle istituzioni di occuparsi dell’appropriata presa in carico del paziente malnutrito, garantendo:

  • l’equità di accesso alle cure,
  • l’inserimento degli screening nutrizionali nei PDTA per tutti i pazienti,
  • la costruzione in tutte le regioni di reti di Nutrizione Clinica,
  • l’attuazione delle linee di indirizzo approvate dall’Accordo Stato-Regioni in tema di percorsi nutrizionali per i pazienti oncologici,
  • il riconoscimento della nutrizione clinica come una vera e propria terapia,
  • la reintroduzione della detraibilità fiscale.

Marco Alghisi, presidente di Nutrizione Medica Unione Italiana Food, evidenzia la disponibilità da parte delle aziende che si occupano di nutrizione medica a sviluppare prodotti e servizi sempre più efficaci nel rilevare, prevenire e trattare condizioni di malnutrizione per difetto.