Il tema dell’invisibile ha attraversato la 22ª edizione del Festival della Mente di Sarzana, primo appuntamento europeo dedicato alla creatività e alla nascita delle idee. Parlare di invisibile significa interrogare ciò che non si offre immediatamente allo sguardo, ciò che sfugge alle abitudini e all’indifferenza, ma che plasma in profondità la nostra esperienza del mondo. È un esercizio di sguardo doppio: rivolto verso l’esterno, per cogliere sfumature e segni che abitualmente ignoriamo, e rivolto verso l’interno, per esplorare ciò che ci costituisce nel profondo.
Tra le voci più ascoltate di questa edizione, MakingLife – piattaforma editoriale che esplora il dialogo tra ricerca scientifica e discipline umanistiche – ha scelto di seguire con particolare attenzione lo speech di Vittorio Lingiardi, psichiatra, psicoanalista, docente e, dal 2024, insignito del premio per la divulgazione scientifica dall’Associazione Italiana di Psicologia. Un incontro che ha toccato uno dei nodi centrali della riflessione contemporanea: il corpo come luogo in cui l’invisibile prende forma.
La pelle, frontiera e archivio
Lingiardi, nel suo libro “Corpo, umano“, invita a considerare la pelle come il più psichico dei nostri organi. Essa separa e connette, protegge e espone, registra e comunica. “Il modo in cui siamo stati toccati si deposita nella nostra memoria fisica per sempre”: questa frase sintetizza la capacità epidermica di custodire esperienze che diventano struttura profonda della personalità.
La pelle è, al tempo stesso, barriera e linguaggio. Arrossisce, impallidisce, suda, si accappona: racconta ciò che la coscienza spesso tace. È “carta geografica emotiva”, un atlante vivo in cui si tracciano percorsi di desiderio, paura, vergogna e attaccamento. Freud già ricordava che l’Io prende forma dalle sensazioni corporee, soprattutto dalla superficie cutanea; Lingiardi attualizza questa prospettiva mostrando come la pelle non sia semplice confine, ma teatro di identità e di trasformazioni.
Non a caso, la metafora del serpente che muta pelle diventa simbolo delle metamorfosi dell’età evolutiva, del genere, della sessualità. La pelle cambia, si rinnova, ma non dimentica: le cicatrici, visibili o invisibili, sono la cronaca intima delle nostre battaglie.
Il corpo come memoria vivente
In “Corpo, umano”, Lingiardi ricostruisce una biografia del corpo, dall’attaccamento del neonato al tumulto dell’adolescente, dall’esperienza della malattia al risveglio del desiderio. Non è un percorso lineare, ma un viaggio che intreccia scienza, psicoanalisi, letteratura e arte. Ogni tappa mostra come la psiche non possa essere pensata senza il corpo che la sostiene e che le dà forma.
Le prime carezze, i primi abbracci, sono tracce che restano incise e determinano il modo in cui ci relazioniamo con gli altri. “Il corpo ricorda” è un’affermazione che oggi trova riscontri anche nelle neuroscienze, laddove si parla di “memoria implicita” e di “tracce somatiche” come basi del nostro comportamento affettivo.
La pelle non è solo superficie: è archivio, testimone e a volte ferita. Come scriveva Susan Sontag, “amare è accettare di farsi scorticare sapendo che l’altra persona può andarsene via con la tua pelle”. Un’immagine radicale, che sottolinea la vulnerabilità insita nel legame affettivo e la forza di un contatto che supera ogni barriera razionale.
Invisibile non vuol dire inesistente
Il Festival della Mente, nel porre l’invisibile al centro della riflessione, ha richiamato l’attenzione su ciò che non possiamo ridurre a pura evidenza. Lingiardi ci ricorda che invisibile non significa assente: significa piuttosto ciò che opera al di sotto delle parole, nelle fibre del corpo, nei gesti quotidiani.
È invisibile la paura che fa arrossire, il desiderio che accelera il battito, la malinconia che appesantisce le spalle. È invisibile, ma reale, la memoria di un abbraccio che ci accompagna anche dopo decenni.
Ecco perché parlare di corpo non è mai un discorso meramente biologico. Significa interrogare le radici psichiche, sociali e culturali che il corpo incarna e manifesta. In un’epoca che tende a virtualizzare i rapporti e a privilegiare lo sguardo sugli schermi, il richiamo al corpo – e in particolare alla pelle – appare come un atto di resistenza.
Un sapere che attraversa le discipline
La forza del lavoro di Lingiardi risiede nella capacità di intrecciare saperi diversi: la psicoanalisi, la psicologia, la filosofia, la letteratura. Così Roland Barthes, ricordando che il linguaggio è pelle, si affianca a Pessoa, per il quale le parole sono corpi tattili destinati a sopravvivere perché “si possono toccare, sfogliare, accarezzare”. La cultura, in questa prospettiva, non è disincarnata, ma radicata nella fisicità dei gesti, nel contatto delle mani, nella memoria dei sensi.
Per un pubblico professionale, il messaggio è chiaro: la comprensione del corpo come spazio psichico e simbolico non è un lusso intellettuale, ma una necessità per chi lavora nella cura, nell’educazione, nell’arte e nella comunicazione. Significa riconoscere che il contatto, la voce, lo sguardo hanno un impatto che nessuna tecnologia potrà sostituire.
Il corpo come invisibile da riscoprire
Varcare la soglia dell’invisibile, seguendo le parole di Lingiardi, significa riconoscere il corpo come luogo di verità. Non una verità gridata, ma sussurrata dai segni epidermici, dalle memorie tattili, dalle emozioni inscritte nella carne. La pelle, più di ogni altro organo, ci racconta: ci espone al mondo e, allo stesso tempo, ci difende da esso.
Dal punto di vista giornalistico ed editoriale, la presenza di MakingLife al Festival ha significato soprattutto questo: ascoltare una voce come quella di Lingiardi per coglierne la portata nel dialogo tra scienze della vita e scienze umane. È
in questo incrocio che si apre uno spazio di ricerca ancora inesplorato, dove il corpo diventa ponte tra biologia e cultura, psiche e società, ricerca farmacologica e pensiero critico. Un compito che riguarda la comunità scientifica e culturale nel suo insieme, perché ciascuno abita un corpo che custodisce storie invisibili, eppure decisive.