L’ultimo rapporto dell’Osservatorio Nomisma “Il sistema dei farmaci equivalenti in Italia 2024” realizzato in collaborazione con Egualia, mette in evidenza l’importanza dei farmaci equivalenti nel garantire la sostenibilità del Sistema Sanitario Nazionale.
Da sempre considerati strumenti di risparmio, i farmaci equivalenti hanno contribuito a ridurre i costi sanitari diretti senza sacrificare la qualità e l’accesso alle cure. Tuttavia, l’Osservatorio invita a guardare oltre questi benefici immediati, evidenziando come i farmaci equivalenti svolgano un ruolo essenziale in termini di accessibilità e diversificazione dell’offerta terapeutica, indispensabili per fronteggiare una crescente complessità sanitaria.
La struttura del settore farmaceutico e il confronto con l’industria manifatturiera
Le caratteristiche dimensionali delle imprese farmaceutiche differenziano il settore rispetto al comparto manifatturiero italiano. Le imprese farmaceutiche tendono a essere più strutturate e di dimensioni maggiori rispetto alla media manifatturiera: oltre il 39% delle aziende farmaceutiche conta più di 50 dipendenti, un dato significativamente superiore rispetto al 3,1% delle imprese manifatturiere di tale dimensione. Questo dato conferma la solidità e la competitività del comparto, nonostante le difficoltà derivanti da costi di produzione e pressioni normative sempre crescenti.
Il contributo economico e occupazionale del settore
Il settore dei farmaci equivalenti mostra una crescita occupazionale costante, contribuendo alla resilienza economica del Paese.
Le aziende produttrici di farmaci equivalenti hanno registrato una crescita del 29% nei ricavi medi dal 2018 al 2022, e l’occupazione media è aumentata da 92 a 104 dipendenti per azienda.
L’effetto occupazionale del comparto si estende anche agli impatti indiretti: per ogni 9.200 dipendenti diretti nelle aziende di farmaci equivalenti, si generano altri 28.000 posti di lavoro in tutta la filiera.
L’export farmaceutico: l’Italia tra i protagonisti europei
Le esportazioni rappresentano uno dei punti di forza dell’industria farmaceutica italiana, che ha raggiunto un valore storico di quasi 50 miliardi di euro nel 2023, corrispondente al 94,5% della produzione del settore (3390). Questo risultato pone l’Italia al vertice europeo, con una quota importante nel mercato della produzione per conto terzi (CDMO). La farmaceutica italiana rappresenta infatti il 23% della produzione europea in questo ambito, superando competitor come Germania, Francia e Regno Unito.
Farmaci equivalenti, garanzia per la sostenibilità del SSN
L’Osservatorio evidenzia che i farmaci equivalenti hanno generato un risparmio per il SSN di oltre 6 miliardi di euro dal 2012, grazie all’ingresso di nuove terapie equivalenti. Questi risparmi sono cruciali per garantire l’accesso alle cure e per mantenere la sostenibilità finanziaria del SSN, specialmente in un contesto di risorse limitate.
I farmaci equivalenti sono inoltre essenziali per mitigare il rischio di carenze e blocchi di approvvigionamento, aumentando la resilienza della catena di distribuzione.
Innovazione e diversificazione
Oltre al vantaggio economico, i farmaci equivalenti favoriscono la diversificazione dell’offerta terapeutica, garantendo la disponibilità di farmaci a basso costo e incentivando l’innovazione nel processo produttivo. In un contesto in cui l’accesso ai farmaci innovativi è spesso limitato, l’alternativa rappresentata dai farmaci equivalenti assume un valore strategico non solo per i pazienti, ma per l’intero sistema sanitario.
Sfide e raccomandazioni
Nonostante i vantaggi evidenti, l’industria dei farmaci equivalenti deve affrontare sfide crescenti, tra cui:
- l’aumento dei costi di produzione,
- le rigide normative,
- una redditività inferiore rispetto alle aziende di farmaci brandizzati.
Il margine operativo lordo (EBITDA) delle aziende produttrici di farmaci non equivalenti nel 2022 è stato del 13,2%, contro l’11,4% delle aziende di equivalenti, evidenziando una necessità di interventi strategici per supportare la competitività del settore.
Sono altresì necessarie politiche di sostegno che incentivino l’adozione di farmaci equivalenti nelle strutture ospedaliere e promuovano la consapevolezza tra i pazienti e i professionisti sanitarie.
Salvaguardare il futuro della sanità pubblica
Il rapporto di Nomisma e Egualia mostra chiaramente come il settore dei farmaci equivalenti rappresenti una risorsa fondamentale per la sanità pubblica italiana, fornendo accesso alle cure e contribuendo alla stabilità economica. Tuttavia, la sostenibilità di questo settore è tutt’altro che garantita, richiedendo una risposta coordinata da parte di tutti gli attori coinvolti per evitare che i farmaci equivalenti diventino una risorsa in via di estinzione.