Quando sicurezza, lavoro e incentivi diventano strategia

La legge 198/2025, che converte il DL Sicurezza, ridefinisce il rapporto tra lavoro, prevenzione e incentivi. Tracciabilità delle assunzioni, inclusione dei lavoratori fragili, revisione degli sconti INAIL e gestione dei mancati infortuni spingono le imprese verso una sicurezza misurabile e integrata. Per la filiera farmaceutica e sanitaria, la sfida è trasformare sistemi già esistenti in valore strategico e reputazionale.

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Negli ultimi anni la sicurezza sul lavoro ha smesso di essere un capitolo separato della compliance. È diventata una variabile strategica, intrecciata con politiche attive, sostenibilità, reputazione e accesso agli incentivi.
La legge n. 198/2025, che converte il Decreto-legge n. 159/2025 (DL Sicurezza), si muove esattamente in questa direzione.

Legge n. 198/2025

Non introduce solo nuovi obblighi. Ridisegna il perimetro entro cui le imprese – incluse quelle della filiera farmaceutica e life science – sono chiamate a dimostrare di essere organizzazioni affidabili, capaci di governare persone, processi e rischi.
Il filo conduttore è chiaro: chi investe seriamente in sicurezza, inclusione e prevenzione viene premiato; chi considera questi temi accessori resta indietro.

Dal lavoro amministrato al lavoro tracciato

Il cuore della riforma è il rafforzamento del Sistema informativo per l’Inclusione sociale e lavorativa (SIISL). Dal 1° aprile 2026, l’accesso ai benefici contributivi per nuove assunzioni passa dalla pubblicazione delle posizioni aperte sulla piattaforma.

È un cambio di paradigma silenzioso ma profondo. Il legislatore sposta l’attenzione:

  • dalla singola agevolazione
  • al processo complessivo di reclutamento, che deve essere visibile, tracciabile, verificabile.

Per le aziende strutturate, questo implica l’integrazione tra HR, compliance e sistemi informativi, superando una gestione frammentata del lavoro.

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SIISL: cosa preparare entro il 1° aprile 2026

  • Mappare i processi di recruiting e gli strumenti utilizzati

  • Allineare dati tra canale CO e SIISL

  • Collegare incentivi contributivi e pubblicazione delle posizioni

  • Coordinarsi con HSE e Legal: la sicurezza è condizione di accesso ai benefici

Inclusione e lavoro fragile: da obbligo a leva organizzativa

La legge 198/2025 interviene in modo deciso sull’occupazione delle persone con disabilità, innalzando dal 10% al 60% la quota massima copribile tramite convenzioni ex legge 68/1999.

Il messaggio è chiaro: l’inclusione non è più solo un vincolo normativo, ma un progetto organizzativo.
La possibilità di prevedere distacchi temporanei, esplicitati in convenzione, e l’ampliamento dei soggetti coinvolgibili – inclusi enti del Terzo settore non commerciali e società benefit – favoriscono modelli più flessibili e industrialmente coerenti.

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Disabilità e convenzioni: attenzione alla progettazione

  • Superare l’approccio puramente quantitativo

  • Formalizzare correttamente i distacchi

  • Scegliere partner coerenti con la struttura produttiva

  • Integrare le scelte nei report ESG con dati verificabili

INAIL e incentivi: la sicurezza entra nel conto economico

Dal 1° gennaio 2026, l’INAIL potrà rivedere le aliquote di oscillazione legate all’andamento infortunistico, premiando i datori di lavoro virtuosi. Parallelamente, saranno escluse dai benefici le aziende con condanne definitive per gravi violazioni negli ultimi due anni.

La norma introduce una distinzione netta tra imprese che governano il rischio e imprese che lo subiscono.
La sicurezza diventa una variabile economica misurabile, con impatti diretti su contributi e competitività.

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Prepararsi alla revisione INAIL

  • Analizzare lo storico infortunistico in chiave prospettica

  • Integrare indicatori HSE nei cruscotti direzionali

  • Rafforzare audit e tracciabilità delle azioni correttive

  • Coinvolgere HR e Finance nella governance della sicurezza

Cosa cambia davvero per farmaceutica e sanità

Per il settore farmaceutico e per l’ecosistema sanitario-industriale, la legge 198/2025 agisce come un fattore di accelerazione più che di rottura. Molti degli strumenti evocati dal legislatore – tracciabilità dei processi, prevenzione strutturata, integrazione tra sicurezza, organizzazione del lavoro e responsabilità sociale – sono già parte del patrimonio operativo del comparto. Ma il punto non è l’esistenza dei sistemi, quanto la loro coerenza e dimostrabilità.

Nel pharma, la sicurezza sul lavoro attraversa produzione, ricerca, logistica, trial clinici e filiera esternalizzata. L’introduzione del SIISL, la selettività degli incentivi INAIL e il focus sui mancati infortuni spingono le aziende a superare la separazione tra HSE, HR e qualità, imponendo una governance più integrata.

Per le realtà più strutturate, la sfida non sarà adeguarsi, ma rendere leggibile all’esterno ciò che già esiste all’interno. In questo senso, la legge 198/2025 diventa anche un banco di prova reputazionale per un settore che opera sotto costante osservazione pubblica e istituzionale.

Dai mancati infortuni alla prevenzione strutturata

Entro sei mesi dall’entrata in vigore della legge, il Ministero del Lavoro, d’intesa con INAIL, adotterà linee guida per l’identificazione e il tracciamento dei mancati infortuni nelle imprese con più di 15 dipendenti.

L’attenzione si sposta da ciò che è accaduto a ciò che avrebbe potuto accadere.
Per molte imprese industriali questo approccio è già noto, ma ora entra nel perimetro delle politiche pubbliche, con aspettative crescenti anche sul piano della rendicontazione.

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Near miss come strumento decisionale

  • Introdurre sistemi di segnalazione non punitivi

  • Trasformare i near miss in miglioramenti di processo

  • Collegare l’analisi a formazione e manutenzione

  • Prepararsi a una futura verificabilità esterna

Una legge che chiede visione, non solo adempimenti

La legge 198/2025 non è una riforma di rottura, ma un rafforzamento di direzione.
Sicurezza, lavoro e inclusione diventano elementi di un’unica strategia d’impresa.

Per la filiera farmaceutica e sanitaria, la vera sfida non è la conformità, ma la capacità di dimostrare maturità organizzativa, trasformando la prevenzione in un fattore competitivo e di credibilità di lungo periodo.