Quando la sicurezza diventa comunicazione

Le comunicazioni importanti di sicurezza stanno cambiando forma e funzione. Dalla collaborazione tra attori alla spinta del digitale, la farmacovigilanza entra in una nuova fase. La III sessione del 65° Simposio AFI ne esplora implicazioni e prospettive.

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Nel lessico della farmacovigilanza, le comunicazioni importanti di sicurezza – le cosiddette NIIS – sono da tempo uno strumento consolidato. Eppure, negli ultimi anni, qualcosa è cambiato in profondità. Non tanto nella loro funzione, quanto nel modo in cui vengono progettate, condivise e recepite. È da qui che prende avvio la III sessione del 65° Simposio AFI, intitolata “L’evoluzione delle comunicazioni importanti di sicurezza“.

Ne abbiamo parlato con Andrea Oliva, coordinatore della sessione, che ne ricostruisce il senso e le prospettive in questa video intervista.

Dopo la pandemia, il tema della sicurezza dei medicinali ha assunto una centralità nuova, rendendo evidente la necessità di informare in modo tempestivo e comprensibile una platea sempre più ampia: non solo operatori sanitari, ma anche pazienti e stakeholder. In questo contesto, le agenzie regolatorie – in particolare AIFA ed EMA – hanno progressivamente aggiornato modelli e strumenti, spingendo verso forme di comunicazione più efficaci e integrate.

«Negli ultimi anni, soprattutto dopo la pandemia, è diventato cruciale informare tutti gli utenti sulla sicurezza dei medicinali che utilizziamo nella quotidianità.», chiarisce Andrea Oliva.

La sessione nasce proprio da questa consapevolezza: comprendere come sta evolvendo il sistema e quale direzione potrà prendere nei prossimi anni.

Dalla comunicazione unidirezionale al confronto tra attori

Uno degli elementi più rilevanti riguarda il cambiamento nel processo di costruzione dei materiali educazionali. Se in passato la comunicazione del rischio era prevalentemente verticale, oggi si configura sempre più come un processo collaborativo.

Negli ultimi anni AIFA ha aperto un dialogo strutturato con aziende farmaceutiche, operatori sanitari e associazioni di pazienti. Questo confronto ha permesso di far emergere bisogni concreti e criticità operative, contribuendo a rendere i materiali più chiari, coerenti e utili nella pratica clinica.

Abbiamo visto che i processi potevano essere migliorati semplicemente confrontandoci insieme. – Andrea Oliva

Il risultato non è soltanto un miglioramento qualitativo dei contenuti, ma anche uno snellimento dei processi. Quando il sistema dialoga, la comunicazione diventa più efficace perché costruita attorno a chi la utilizza davvero.

Il digitale non è un canale

Accanto alla dimensione collaborativa, un altro fattore sta ridefinendo la farmacovigilanza: la digitalizzazione.

La transizione dalla carta ai canali digitali non è semplicemente un aggiornamento tecnologico. È un cambiamento nel modo di pensare e distribuire le informazioni di sicurezza. Oggi i destinatari delle comunicazioni sono connessi, abituati a ricevere contenuti in tempo reale e su dispositivi mobili. Questo impone una revisione dei linguaggi e dei formati.

Ormai chiunque ha uno smartphone o un tablet: comunicare in maniera digitale è lo strumento più efficace. – Andrea Oliva

Agenzie regolatorie e aziende farmaceutiche si stanno adattando a questa nuova realtà, cercando di rendere le comunicazioni non solo accessibili, ma realmente comprensibili e utilizzabili.

Una sessione costruita sul confronto

La III sessione del Simposio AFI si inserisce in questo scenario con un’impostazione precisa: mettere attorno allo stesso tavolo tutti gli attori coinvolti.

Accanto ad AIFA, saranno presenti operatori sanitari, rappresentanti delle associazioni di pazienti e stakeholder dell’industria – tra cui Farmindustria, Assosalute ed Egualia – con l’obiettivo di offrire una visione completa del tema. Il cuore della sessione sarà una tavola rotonda aperta, pensata per favorire un confronto diretto con chi, quotidianamente, costruisce e utilizza questi strumenti.

Per chi parteciperà, il valore sarà duplice: aggiornamento sui processi in evoluzione e possibilità di dialogo diretto con le istituzioni.

Oltre la compliance

Il tema delle comunicazioni di sicurezza sta progressivamente uscendo dalla dimensione della mera compliance.

Non si tratta più solo di “informare correttamente”, ma di farlo in modo efficace, misurabile e condiviso. È un passaggio che sposta l’attenzione dal documento al suo impatto reale nella pratica clinica.

La III sessione del Simposio AFI rappresenta, in questo senso, un momento di sintesi e di apertura: un’occasione per fare il punto su quanto costruito e per interrogarsi su ciò che ancora deve evolvere.

A seguire, la video intervista completa ad Andrea Oliva, che approfondisce questi temi, offrendo uno sguardo diretto sulle trasformazioni in atto nella farmacovigilanza.