ServiTecno entra in Novotek e rafforza l’automazione industriale europea

L’acquisizione dell’azienda italiana da parte del gruppo svedese riunisce competenze nell’Industrial IT, nel controllo di processo e nella cybersecurity OT. Per il settore farmaceutico, la crescita di operatori europei specializzati può favorire progetti digitali più strutturati, purché integrazione tecnologica, compliance GMP e continuità produttiva procedano insieme.

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Novotek Group amplia la propria presenza in Europa con l’acquisizione del 70% di ServiTecno, società milanese attiva dal 1979 nell’automazione industriale, nel controllo di processo, nella gestione dei dati e nella protezione degli ambienti Operational Technology. L’operazione porta il gruppo svedese nel mercato italiano e apre per ServiTecno una fase di sviluppo internazionale, mantenendo la continuità operativa e manageriale costruita in oltre quarantacinque anni di attività.

Secondo i dati comunicati da Novotek, ServiTecno impiega 16 persone e nel 2025 ha registrato ricavi per circa 6,21 milioni di euro, con un EBITDA di 782 mila euro. Il corrispettivo iniziale per il 70% delle quote è pari a circa 2,97 milioni di euro, su base cash and debt free. Un accordo di opzione disciplina inoltre la possibile acquisizione del restante 30% tra giugno 2029 e dicembre 2031.

La società continuerà a essere guidata da Francesco Tieghi, che entrerà anche nel management del gruppo. In una fase successiva è prevista l’adozione della denominazione Novotek Italy.

Una presenza europea più estesa

Fondata a Malmö e quotata al Nasdaq Nordic, Novotek opera nell’Industrial IT e nell’automazione, con soluzioni dedicate alla raccolta, organizzazione, archiviazione, analisi e visualizzazione dei dati industriali. Il gruppo è presente in dodici Paesi e lavora in diversi comparti, tra cui energia, alimentare, farmaceutico, chimico, manifatturiero e trattamento delle acque.

L’ingresso di ServiTecno rafforza il presidio lungo l’asse Nord-Sud europeo e aggiunge al gruppo un’esperienza consolidata sul mercato italiano. L’azienda milanese ha accompagnato l’evoluzione dei sistemi SCADA e HMI, del controllo di processo e delle piattaforme per la gestione dei dati di produzione, affiancando progressivamente a queste attività servizi di cybersecurity industriale, business continuity e convergenza tra Information Technology e Operational Technology.

Non si tratta quindi soltanto di ampliare una rete commerciale. L’operazione mette in relazione competenze tecniche, relazioni con i clienti e capacità di assistenza sviluppate localmente con un’infrastruttura europea che potrà sostenere progetti distribuiti su più siti e Paesi.

È un aspetto rilevante soprattutto per i gruppi industriali che devono adottare piattaforme comuni senza perdere la conoscenza delle specificità produttive, normative e organizzative dei singoli stabilimenti.

Che cosa cambia per il farmaceutico

Negli impianti farmaceutici l’automazione non coincide più soltanto con il comando di macchine, linee e utilities. I sistemi di controllo sono collegati agli historian di processo, ai laboratori, ai sistemi di supervisione, alle piattaforme MES e, con modalità differenti, agli ambienti informativi aziendali.

Il valore prodotto da questa architettura dipende dalla possibilità di rendere i dati disponibili, contestualizzati e affidabili. Allo stesso tempo, ogni nuova connessione amplia la superficie che deve essere governata sotto il profilo della sicurezza, della gestione degli accessi, della tracciabilità delle modifiche e della continuità operativa.

In ambito GMP, la validazione del singolo sistema informatizzato non è sufficiente, da sola, a contenere i rischi per l’integrità dei dati. La valutazione deve comprendere il processo nel quale il sistema è inserito, le interazioni manuali, la possibilità che l’utente intervenga sui dati e i collegamenti con le altre componenti dell’architettura. È un principio richiamato anche dalle indicazioni dell’European Medicines Agency sui sistemi computerizzati e sulla data integrity.

Questa prospettiva rende sempre meno sostenibile una separazione rigida tra automazione, quality assurance, ingegneria, IT e cybersecurity. Un aggiornamento del sistema di supervisione, una nuova interfaccia tra impianto e MES o l’accesso remoto di un fornitore non rappresentano soltanto decisioni tecnologiche. Possono avere effetti sulla disponibilità del processo, sulla registrazione dei parametri critici, sull’audit trail e sulla capacità di ricostruire quanto avvenuto durante la produzione.

Cybersecurity OT e continuità produttiva

La sicurezza OT presenta caratteristiche differenti rispetto alla cybersecurity tradizionale. Negli ambienti produttivi convivono sistemi recenti e tecnologie installate molti anni prima, protocolli proprietari, componenti difficili da aggiornare e finestre di fermo estremamente limitate.

In uno stabilimento farmaceutico non è sempre possibile applicare immediatamente una patch o sostituire un dispositivo. Ogni modifica deve essere valutata rispetto alla configurazione validata, al rischio di introdurre anomalie e all’impatto sulla produzione. La protezione degli impianti richiede quindi una combinazione di segmentazione delle reti, controllo degli accessi, inventario degli asset, monitoraggio, backup, procedure di ripristino e gestione strutturata delle vulnerabilità.

L’obiettivo non è soltanto evitare un’intrusione. Occorre impedire che un incidente digitale interrompa una fase produttiva, renda indisponibili dati necessari al rilascio dei lotti o comprometta la capacità di dimostrare che il processo è rimasto sotto controllo.

Anche il quadro normativo europeo sta spingendo le imprese verso una gestione più organica del rischio cyber. La direttiva NIS2 introduce obblighi di gestione del rischio e notifica degli incidenti per le organizzazioni comprese nel suo perimetro, che include, in presenza dei requisiti dimensionali e applicativi previsti, anche la fabbricazione di prodotti farmaceutici.

La compliance GMP e quella cyber conservano finalità e responsabilità differenti, ma negli ambienti produttivi finiscono per incontrarsi su alcuni punti concreti: disponibilità dei sistemi, integrità delle informazioni, controllo dei fornitori, gestione degli incidenti e capacità di recupero.

Dal dato industriale alle decisioni di processo

Uno dei possibili effetti dell’integrazione tra ServiTecno e Novotek riguarda la capacità di seguire l’intero percorso del dato industriale, dalla sua generazione sul campo fino all’utilizzo per il monitoraggio e l’ottimizzazione del processo.

Le aziende farmaceutiche dispongono spesso di grandi quantità di dati provenienti da apparecchiature, sensori, ambienti produttivi e sistemi di qualità. Il problema non è sempre raccoglierne altri, quanto rendere utilizzabili quelli già disponibili.
Architetture sviluppate in momenti diversi possono produrre informazioni con strutture, frequenze e livelli di contestualizzazione non omogenei. Se non viene definito un modello coerente, il dato resta legato alla singola macchina o al singolo sistema e diventa difficile confrontarlo tra linee, lotti o siti.

Una gestione industriale più evoluta richiede invece regole comuni per classificare le informazioni, mantenere il contesto di processo e distinguere le variabili rilevanti dal rumore generato dagli impianti. Solo dopo questo lavoro è possibile costruire indicatori affidabili, analizzare le deviazioni, riconoscere derive o supportare attività di manutenzione e miglioramento.

Il quality risk management offre un riferimento utile anche in questo percorso. ICH Q9(R1) riconosce che digitalizzazione e tecnologie emergenti possono ridurre alcuni rischi nella produzione e nel controllo dei medicinali, purché siano adeguate all’uso previsto e vengano valutati anche i nuovi rischi introdotti dalla loro applicazione.

La scala europea non sostituisce la prossimità

Per i fornitori di tecnologie industriali, l’espansione internazionale consente di mettere in comune competenze specialistiche, esperienze maturate in settori diversi e capacità di supportare clienti con stabilimenti distribuiti. Nel farmaceutico questa scala può risultare utile quando un’azienda vuole replicare un’architettura, una metodologia di cybersecurity o un modello di gestione dei dati su più siti.

Resta però decisiva la prossimità al cliente. L’automazione di un impianto regolato non può essere separata dalla conoscenza del processo, delle procedure aziendali, della storia delle installazioni e dei vincoli che condizionano gli interventi.

Novotek ha dichiarato che il personale e il gruppo dirigente di ServiTecno resteranno al centro della nuova organizzazione. Questa continuità sarà uno degli elementi da osservare nel passaggio da società italiana indipendente a componente di una piattaforma europea.

La crescita dimensionale produce valore quando rende disponibili risorse e competenze aggiuntive senza allontanare le decisioni dai problemi concreti degli stabilimenti. Per l’industria farmaceutica, il banco di prova sarà la capacità di tradurre le sinergie annunciate in progetti nei quali sicurezza, integrità dei dati e prestazioni operative siano affrontate come parti della stessa architettura industriale.