Integratori e AFMS tra scienza, qualità e regole

Al 65° Simposio AFI, la Sessione XI promossa da CRS Italian Chapter, SITELF e gruppo di tecnica farmaceutica AFI sarà dedicata a integratori alimentari e alimenti a fini medici speciali. Un ambito in forte evoluzione, che richiede una lettura integrata tra razionale scientifico, qualità tecnologica, innovazione e regolazione.

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Il mondo degli integratori alimentari e degli alimenti a fini medici speciali occupa oggi uno spazio sempre più rilevante nell’industria della salute. Non si tratta di farmaci, ma neppure di prodotti marginali rispetto ai percorsi di benessere, prevenzione, supporto nutrizionale e di gestione di specifiche condizioni cliniche. Proprio questa collocazione intermedia rende il settore particolarmente interessante e, allo stesso tempo, complesso da interpretare.

Gli integratori sono prodotti alimentari costituiti da fonti concentrate di nutrienti o di altre sostanze con effetto nutritivo o fisiologico, come vitamine, minerali, aminoacidi ed estratti vegetali, destinati a integrare la dieta e contribuire al mantenimento dell’equilibrio dell’organismo.

Gli alimenti a fini medici speciali, invece, sono prodotti destinati a un’alimentazione particolare, da utilizzare sotto controllo medico, pensati per soddisfare esigenze nutrizionali di pazienti che, a causa di patologie o condizioni specifiche, non riescono a coprire i propri fabbisogni attraverso la normale alimentazione.

Tra questi due ambiti esistono differenze importanti sul piano d’uso, di posizionamento e di responsabilità regolatoria. Al tempo stesso, entrambi richiedono una crescente attenzione scientifica, tecnologica e industriale. Da questa esigenza nasce la Sessione XI del 65° Simposio AFI, dedicata a “Integratori e alimenti a fini speciali: aspetti scientifici, tecnologici e regolatori“.

La sessione è proposta dal CRS Italian Chapter, da SITELF e dal gruppo di tecnica farmaceutica di AFI. A presentarla è Stefano Salmaso, presidente del charter italiano della Controlled Release Society e docente presso l’Università di Padova, che nel messaggio introduttivo sottolinea l’obiettivo di offrire una visione integrata e aggiornata su un ambito in forte evoluzione.

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Una lettura multidisciplinare

Uno degli elementi più significativi della sessione è l’impostazione trasversale. L’obiettivo non è affrontare integratori e AFMS da un solo punto di vista, ma mettere in relazione competenze scientifiche, tecnologiche, industriali e regolatorie.

È una scelta coerente con la natura stessa di questi prodotti. Un integratore o un alimento a fini medici speciali non può essere valutato soltanto attraverso la lente del mercato, né solo attraverso quella della formulazione o della norma. Serve una lettura capace di collegare razionale d’uso, evidenze disponibili, qualità della produzione, performance del prodotto e correttezza della comunicazione.

Nel messaggio di presentazione, Salmaso chiarisce che la sessione intende contribuire a comprendere il ruolo di questi prodotti nel mantenimento della salute e nel supporto nutrizionale in condizioni fisiologiche e patologiche. Il campo è ampio e richiede prudenza terminologica, perché in questo settore le parole contano molto. Parlare di effetto fisiologico, supporto nutrizionale, razionale clinico, claim o evidenza significa collocarsi ogni volta in un preciso perimetro scientifico e regolatorio.

Mercato, razionale d’uso ed evidenze

Il primo blocco tematico sarà dedicato alla comprensione del contesto generale e del razionale d’uso di questi prodotti. Il punto di partenza è l’evoluzione del mercato, ma non in senso puramente commerciale. La crescita del settore pone domande sempre più rilevanti sulla qualità dell’offerta, sulla fondatezza scientifica dei prodotti e sul rapporto tra domanda di salute e responsabilità industriale.

Gli integratori alimentari sono ormai entrati nelle abitudini di consumo di fasce molto ampie della popolazione. Questo successo va letto anche come il segnale di una crescente attenzione verso prevenzione, benessere, invecchiamento attivo, performance fisica e cognitiva, equilibrio nutrizionale.

Vogliamo mettere in dialogo competenze scientifiche, tecnologiche, industriali e regolatorie per comprendere il contributo di questi prodotti al mantenimento della salute e al supporto nutrizionale.

Per gli alimenti a fini medici speciali il discorso è diverso, perché il loro utilizzo riguarda condizioni in cui la nutrizione assume una valenza clinica specifica. In questo caso il tema non è l’integrazione volontaria della dieta, ma il supporto nutrizionale in presenza di esigenze determinate da una patologia o da una condizione medica.

In entrambi i casi, diventa centrale il rapporto con le evidenze disponibili. Quali dati supportano l’impiego di un determinato ingrediente? Quali limiti presentano gli studi? Come si valuta il razionale d’uso? Come si evita di trasferire su questi prodotti aspettative improprie, più vicine al linguaggio del farmaco che a quello della nutrizione?

Secondo l’impostazione illustrata da Salmaso, la sessione intende offrire una base critica per interpretare il ruolo di questi prodotti, tenendo insieme prospettive di crescita, razionale scientifico e consapevolezza dei limiti delle evidenze.

Tecnologia e qualità come fattori decisivi

Il secondo asse riguarda gli aspetti tecnologici e di qualità. È un passaggio importante, perché spesso il dibattito sugli integratori e sugli AFMS si concentra sugli ingredienti o sui claim, mentre la dimensione formulativa e produttiva resta sullo sfondo.

In realtà, per questi prodotti la tecnologia è tutt’altro che accessoria. Le scelte formulative possono incidere sulla stabilità, sulla biodisponibilità, sulla riproducibilità della performance, sulla sicurezza e sulla coerenza tra prodotto progettato e prodotto effettivamente disponibile al consumatore o al paziente.

Lo sviluppo di un integratore o di un AFMS richiede quindi competenze che appartengono pienamente alla cultura farmaceutica e tecnologica: selezione delle materie prime, compatibilità tra componenti, forma di dosaggio, processi produttivi, controlli di qualità, stabilità, rilascio dei principi funzionali, adeguatezza del confezionamento.

Salmaso richiama l’importanza dei criteri di sviluppo, dei parametri di controllo e dei test di qualità come elementi essenziali per garantire performance adeguate e riproducibili. Il messaggio è rilevante perché sposta l’attenzione dal prodotto come semplice combinazione di ingredienti al prodotto come sistema complesso, in cui formulazione, processo e controllo concorrono alla qualità finale.

Innovazione e confini regolatori

Un ulteriore blocco della sessione sarà dedicato all’innovazione e alle prospettive future, con riferimento alle opportunità offerte da nuovi componenti e alle sfide legate al loro corretto inquadramento normativo.

Qui emergono alcuni dei temi più sensibili del settore. L’innovazione negli ingredienti, nelle matrici, nelle forme di somministrazione e nelle tecnologie di rilascio apre possibilità interessanti, ma impone anche un confronto rigoroso con la regolazione. Il tema dei novel food è emblematico: l’introduzione di nuovi ingredienti richiede valutazioni specifiche di sicurezza, autorizzazione e corretta collocazione sul mercato.

Altrettanto delicato è il tema dei claim. La comunicazione del beneficio è uno degli snodi più critici per integratori e alimenti a fini speciali. Da un lato, l’industria ha bisogno di valorizzare l’innovazione e differenziare i prodotti. Dall’altro, il messaggio deve rimanere coerente con le evidenze disponibili e con il perimetro normativo applicabile.

Novel food e validazione dei claim richiedono un equilibrio tra innovazione scientifica e rigore regolatorio

È un equilibrio sottile. Una comunicazione troppo debole non restituisce il valore del prodotto; una comunicazione eccessiva rischia invece di avvicinarsi a territori impropri, soprattutto quando il linguaggio utilizzato suggerisce effetti terapeutici o prestazioni non adeguatamente supportate.

La sessione affronterà proprio questo equilibrio tra innovazione scientifica e rigore regolatorio. Non come vincolo formale, ma come condizione per uno sviluppo sostenibile del settore.

Un settore che chiede più competenza

La parte conclusiva della sessione sarà dedicata agli aspetti regolatori e alle linee di demarcazione tra integratori alimentari e alimenti a fini medici speciali. È uno dei punti più attuali, perché da questa distinzione dipendono lo sviluppo del prodotto, il percorso di commercializzazione, le modalità di utilizzo e il tipo di comunicazione possibile.

Gli integratori si rivolgono a persone sane o comunque a soggetti che intendono integrare la dieta con specifiche sostanze a effetto nutritivo o fisiologico. Gli AFMS, invece, sono pensati per pazienti con esigenze nutrizionali particolari e devono essere utilizzati sotto controllo medico.

La differenza non è solo definitoria. Ha implicazioni concrete per le aziende, per i professionisti sanitari e per i destinatari finali. Incide sul posizionamento, sull’etichettatura, sulla documentazione, sui canali di raccomandazione o prescrizione, sul tipo di evidenze richieste e sulla responsabilità di chi sviluppa e propone il prodotto.

Nel complesso, la sessione si propone di fornire una lettura trasversale e multidisciplinare, utile per chi opera nella ricerca, nello sviluppo e negli aspetti regolatori.

Il valore della Sessione XI sta soprattutto nel metodo. Non promette risposte semplicistiche su un mondo che semplice non è. Propone invece una lettura multidisciplinare, rivolta a chi opera nella ricerca, nello sviluppo, nella produzione, nel controllo qualità, negli affari regolatori e nella valutazione industriale di questi prodotti.

Integratori e AFMS sono destinati a rimanere al centro dell’interesse del settore salute. Ma la crescita del mercato richiede una maggiore maturità complessiva: evidenze solide, formulazioni razionali, processi controllati, claim corretti, regole chiare e competenze capaci di dialogare tra loro.

La Sessione XI del 65° Simposio AFI si colloca in questo spazio: quello in cui l’innovazione deve misurarsi con la qualità e la crescita del settore con il rigore scientifico e regolatorio.

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