Anche l’occhio vuole la sua parte

La comunicazione visiva è uno strumento sempre più utilizzato nel settore medico-scientifico per aumentare le performance del messaggio a tutti i livelli

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Nell’evoluzione storica della comunicazione medico-scientifica sono stati diversi i passaggi fondamentali che ne hanno scandito un progresso costante: il cambiamento di paradigma da prodotto centrico a paziente centrico, l’implementazione di nuove tecnologie digitali e social network, l’utilizzo sempre maggiore di evidenze scientifiche rigorose e attendibili, l’integrazione di processi globali standardizzati, solo per citarne alcuni. A questo flusso costante di innovazione, negli ultimi anni si è aggiunto sempre di più l’utilizzo della comunicazione visiva che si è fatta largo in un settore nel quale per lungo tempo era stata tenuta a margine, probabilmente per una erronea pretesa di maggiore “scientificità” che prediligeva un utilizzo massiccio di testi e dati senza l’ausilio di troppi elementi visuali a supporto. 

L’Importanza della comunicazione visiva

Questa tendenza è stata definitivamente scardinata con l’arrivo della pandemia, che ha obbligato il mondo intero a interazioni da remoto e alla gestione di flussi comunicativi interamente a distanza, che hanno reso necessaria una semplificazione delle rappresentazioni, una essenzializzazione dei concetti e una maggiore immediatezza dell’informazione. Tutti processi per i quali l’ausilio della comunicazione visiva è stato fondamentale.  

I dati sul potere dell’immagine nella comunicazione parlano chiaro:

  • il cervello umano può identificare le immagini in appena 13 millisecondi
  • circa il 93% di tutta la comunicazione umana è visuale
  • le persone ricordano fino all’80% di ciò che vedono e fanno, rispetto al 20% di ciò che leggono e al 10% di ciò che ascoltano
  • le persone hanno dimostrato di apprendere fino al 40% in più quando le informazioni sono supportate da elementi visivi

Un potenziale davvero importante che viene sfruttato sempre di più nel settore healthcare/pharma per migliorare il trasferimento delle informazioni sia per il B2B che nel rapporto medico/paziente. Ma non solo. Gli strumenti a disposizione oggi sono infatti molteplici, la fanno da padrone infografiche e rappresentazioni dati sempre più articolate (grafici a barre o a torta, mappe termiche, diagrammi a dispersione) che permettono di stressare il dato di interesse mantenendo una visione d’insieme del fenomeno di studio. Ma anche ricostruzioni 3D statiche o dinamiche che consentono la rappresentazione di analisi complesse funzionali alla formazione come alla ricerca. Il potere di questi strumenti sta nel trasmettere concetti in modo rapido ed efficace, semplificando il confronto con temi multiformi tradotti in linguaggio chiaro e intuitivo.

Tra medico e paziente

Dal punto di vista del clinico la diffusione massiccia dell’impiego della comunicazione visiva ha permesso un’ottimizzazione estrema del tempo dedicato alla formazione teorica con la massimizzazione della capacità di apprendimento delle nozioni, ma anche un incremento sostanziale nell’acquisizione di competenze pratiche. Se pensiamo a simulazioni video o modelli interattivi visivi, oggi è possibile ridurre drasticamente i tempi per la comprensione di utilizzo di sistemi medici complessi, procedure chirurgiche, aggiornamenti tecnologici.
Anche la comunicazione interprofessionale riceve una spinta importante con l’ausilio dell’immagine che favorisce la condivisione di informazioni all’interno del team (sanitario e non). Immagini diagnostiche di sempre maggiore qualità, presentazioni multimediali di risultati di ricerca, rappresentazione di dati di studio immediatamente comprensibili, fino alla compilazione di cartelle cliniche che includono infografiche e diagrammi, consentono un trasferimento dell’informazione scientifica più conciso e lineare, creando flussi comunicativi più standardizzati che favoriscono collaborazioni ormai a livello globale.

Non meno importante è la facilitazione del rapporto con il paziente che vede nell’utilizzo della comunicazione visuale un’arma vincente. Sempre più spesso il medico supporta questa relazione con l’utilizzo di materiali cartacei o digitali che possano chiarire al meglio una dimensione clinica complessa, dalla patologia al trattamento, aiutando a superare anche un gap di competenze che spesso si rileva un ostacolo gravoso nel percorso necessario ad affrontare una malattia; tutto questo struttura ancor di più le basi per un rapporto di fiducia solido, indispensabile per il raggiungimento dell’obiettivo.

Gli applicativi che vedono impiegata la componente visuale pervadono oggi tutte le fasi di questo rapporto: già dalla prevenzione l’utilizzo di immagini accattivanti catalizza l’attenzione delle persone appartenenti a un target specifico, la rappresentazione chiara di costi e benefici, procedure e percorsi, massimizza il ritorno di investimento di molte operazioni di comunicazione. Azioni multicanale coinvolgono gli utenti a 360 gradi, dall’impiego di materiali più tradizionali come poster o brochure informative sempre meglio strutturate, ai canali digitali come social o app intuitivi e dinamici, fino alla gamification, fenomeno in rapida ascesa negli ultimi anni con potenziale enorme in termini di engagement del paziente. Non parliamo soltanto di un incremento della tecnologia nel settore, che sicuramente offre approcci fino a poco tempo fa impensabili, ma un vero e proprio ripensamento del linguaggio e del modo di comunicare, che coinvolge anche prodotti “tradizionali” come l’RCP di prodotto per esempio, che viene strutturato in maniera sempre più visiva per trasferire correttamente tutte le informazioni necessarie a un corretto utilizzo di un farmaco in maniera consapevole e misurata.
Questi input alla comunicazione a livello visivo che permeano il settore in maniera trasversale stanno portando già oggi risultati significativi in termini di monitoraggio,  aderenza terapeutica, consapevolezza, coinvolgimento proattivo del percorso clinico in tutte le sue fasi e per i diversi attori coinvolti. Un fenomeno che è destinato ad autoalimentarsi alla luce di un sempre maggiore potenziale tecnologico, che va però gestito con competenza al fine di mantenere una relazione equa e trasparente all’interno della comunità scientifica. 

Il rovescio della medaglia

Nel settore medico-scientifico, esiste una sfida importante nel trovare il giusto equilibrio tra rispettare i rigorosi standard di “compliance” e massimizzare l’efficacia comunicativa. Ad esempio, nel creare materiali visivi per la promozione di farmaci, è essenziale rispettare le normative sulla pubblicità farmaceutica pur mantenendo la chiarezza e l’impatto del messaggio. In questo contesto è fondamentale adottare approcci creativi e innovativi per sviluppare materiali visivi che siano al tempo stesso conformi alle normative e in grado di coinvolgere un determinato target. 

Facendo un piccolo passo indietro recuperiamo la definizione di comunicazione sanitaria: “lo studio e l’utilizzo di strategie di comunicazione per fare informazione e influenzare le decisioni individuali che possono migliorare la salute”. All’interno di questo insieme troviamo tutte le attività che aziende ed enti che operano in questo settore mettono in atto per comunicare con il pubblico e veicolare informazioni utili per le persone. Il marketing sanitario non fa eccezione naturalmente, utilizza metodologie e tecniche tra le più disparate per portare un obiettivo ma non deve mai tradire la mission originaria dell’assistenza sanitaria e del mondo farmaceutico racchiusa nella definizione riportata in precedenza. Non va frainteso, infatti, l’obiettivo dell’healthcare marketing che non è vendere, bensì informare, promuovere servizi e strumenti, suscitare consapevolezza su determinate patologie e sul benessere sanitario, consolidare la reputazione di un’azienda o di un’organizzazione

Tornando alla comunicazione visiva, riconsiderata alla luce di quanto appena detto, è facile comprendere come ci si debba muovere su un terreno scivoloso mantenendo grande senso di responsabilità. Quelli che per gli addetti ai lavori sembrano spesso dei paletti fastidiosi che ostacolano una comunicazione più diretta e focalizzata, garantiscono in realtà una costruzione di messaggi informativi completi ed esaustivi nel comunicare su argomenti sempre delicati e complessi. 

Esiste sostanzialmente un tema di “rappresentazione etica” dei dati e delle informazioni che diventa sempre di maggiore attualità proprio alla luce dei nuovi modelli di comunicazione in atto. Con l’espansione dell’uso della visualizzazione dei dati, infatti, le considerazioni etiche che la circondano diventano sempre più cruciali. Presentarli in modo fuorviante o parziale può avere conseguenze di vasta portata. La visualizzazione implica rappresentare in modo trasparente, evitare tecniche manipolative e garantire che le raffigurazioni riflettano accuratamente le informazioni sottostanti. In qualità di amministratori dei dati, i professionisti devono dare priorità all’onestà e all’integrità nella loro narrazione visiva, trovando di volta in volta il giusto compromesso con la necessaria efficacia.

Prospettive future e applicazioni innovative

Guardando al futuro, si prevede che l’uso di materiali visivi nel settore healthcare/pharma continuerà a crescere. Esempi di questo trend includono l’uso di infografiche interattive per educare i pazienti sui loro disturbi e l’utilizzo di simulazioni visive per illustrare il funzionamento di nuovi dispositivi medici. Inoltre, l’intelligenza artificiale sta emergendo come strumento potente per generare automaticamente visualizzazioni dei dati, consentendo agli esperti di concentrarsi sulla interpretazione e l’analisi dei risultati. Ad esempio, algoritmi di machine learning possono analizzare grandi quantità di dati clinici per identificare pattern e tendenze, generando visualizzazioni chiare e informative che facilitano la comprensione e l’interpretazione dei risultati. Inoltre, la realtà aumentata e la realtà virtuale offrono nuove possibilità per la visualizzazione e l’interazione con i dati scientifici, consentendo ai ricercatori di esplorare e manipolare modelli tridimensionali di strutture biologiche complesse con un grado di dettaglio senza precedenti in modalità immersiva e interattiva. Queste tecnologie hanno il potenziale per trasformare radicalmente il modo in cui i professionisti della salute e i ricercatori visualizzano e comprendono i dati, aprendo nuove vie per l’innovazione e la scoperta scientifica.

In conclusione, la comunicazione visiva svolge un ruolo chiave nel settore medico-scientifico, facilitando la trasmissione di informazioni complesse in modo accessibile ed efficace. È fondamentale che gli esperti del settore continuino a sfruttare appieno il potenziale delle nuove tecnologie e metodologie per creare materiali visivi innovativi e impattanti, contribuendo così a migliorare la comunicazione e la comprensione delle tematiche legate alla salute e alla medicina. La comunicazione visiva rappresenta una potente risorsa per educare, informare e ispirare, svolgendo un ruolo cruciale nel promuovere la salute e il benessere della società nel suo complesso, e mai come oggi tutto questo è sotto i nostri occhi.