L’Europa del pharma e la sfida delle nuove potenze globali

Nonostante l’innegabile valore per il progresso scientifico, medico ed economico, l’industria farmaceutica europea deve affrontare la crescente concorrenza internazionale

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L’industria farmaceutica basata sulla ricerca rappresenta una colonna portante dell’economia europea, distinguendosi come uno dei settori high-tech di maggiore successo. Lo sottolinea il report del 2023 di Efpia “The pharmaceutical industry in figures” che rivela come nel 2022, gli investimenti in Ricerca e Sviluppo (R&S) abbiano raggiunto i 44.500 milioni di euro, confermando l’impegno del settore verso l’innovazione.

Questo dinamismo non solo alimenta la crescita economica ma fornisce anche un importante contributo alla competitività dell’Europa sul palcoscenico globale. L’impiego diretto di oltre 865.000 persone, con un impatto indiretto tre volte maggiore sia a monte che a valle della catena del valore, evidenzia il ruolo significativo dell’industria nel sostenere l’occupazione e stimolare l’economia.

Secondo i dati di Eurostat, l’industria farmaceutica è il settore ad alta tecnologia con il valore aggiunto più alto per persona impiegata, significativamente superiore alla media per le industrie ad alta tecnologia e manifatturiere. Inoltre, è il settore con il rapporto più alto tra investimenti in R&S e vendite nette. Nel 2021, le industrie sanitarie hanno investito circa €235,3 miliardi in R&S, rappresentando il 21,5% della spesa totale in R&S aziendale a livello mondiale.

La sfida internazionale

Tuttavia, nonostante questi successi, il settore affronta sfide importanti, tra cui l’aumento dei costi di R&S e le ripercussioni delle politiche di austerità adottate in Europa dal 2010.
L’ascesa economica e la vivacità dell’ambiente di ricerca in economie emergenti come Brasile, Cina e India stanno ridisegnando il panorama globale, attirando investimenti e talenti lontano dall’Europa. Durante il periodo 2017-2022 i mercati brasiliano, cinese e indiano sono cresciuti rispettivamente del 13%, 5,3% e 11%, confrontati con una crescita media del 6,6% per i primi cinque mercati dell’Unione europea e del 7,1% per il mercato statunitense.

Il tasso di crescita di questi paesi nel periodo 2017-2022 evidenzia una competizione sempre più accesa, con l’Europa che rischia di perdere terreno. In Ue, l’Italia mantiene ancora la leadership della produzione insieme alla Germania (rispettivamente con 34,4 e 24,6 miliardi di euro) ma la prima produttrice del continente è la Svizzera con quasi 60 miliardi di euro, davanti al Belgio, con 43,4 miliardi.

Nonostante la frammentazione del mercato e la pressione competitiva, il Nord America mantiene la sua supremazia nel settore farmaceutico globale, con una quota di mercato del 52,3% nel 2022.

Rallentamento anche sui nuovi farmaci

La stima del valore del mercato farmaceutico mondiale per il 2022 è pari a 1.222,921 miliardi di euro in base ai prezzi ex fabrica. La disparità tra aree geografiche si riflette anche nel lancio di nuovi farmaci, con una predominanza del mercato statunitense: nel periodo 2017-2022, il 64,4% delle vendite di nuovi medicinali è stato registrato sul mercato statunitense, rispetto al 16,4% dei primi 5 mercati europei insieme.

Nel 2022, la Cina ha quasi eguagliato l’Europa come origine di nuove sostanze attive lanciate per la prima volta nel mercato globale (rispettivamente 16 e 17 nuove sostanze), dietro agli Stati Uniti, leader con 24 su un totale di 73. Dopo aver perso il primato come regione più innovativa del mondo nel 2000, l’Europa è scesa al terzo posto nel 2020, sorpassata da Cina e altre economie emergenti.

Per mantenere la sua rilevanza, l’industria farmaceutica europea deve affrontare le sfide interne ed esterne con strategie mirate. L’ottimizzazione dell’ambiente di R&S, insieme a politiche favorevoli all’innovazione e alla collaborazione internazionale, sono essenziali per stimolare la crescita e attrarre investimenti.

Un’industria farmaceutica forte e competitiva non solo beneficia l’economia europea ma assicura anche l’accesso a terapie innovative per i pazienti. La collaborazione tra settore pubblico e privato, insieme a un impegno condiviso verso la ricerca, rappresenta la chiave per un futuro prospero e salutare.