Vaccini, accordo tra Ministero della salute e i medici di famiglia

L'accordo tra Roberto Speranza, Ministro della Salute, e l’Ordine nazionale dei medici di famiglia è in fase di conclusione e includerà 40 mila medici

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Occorre accelerare le vaccinazioni in Italia. L’obiettivo è ambizioso: riuscire a vaccinare milioni di cittadini nel minor tempo possibile. Ci sono ritardi nella fornitura dei vaccini, è vero, ma bisogna in ogni caso essere pronti con un’organizzazione meticolosa in modo da reagire immediatamente quando le consegne riprenderanno a pieno regime.

C’è bisogno di molte cose:

  • una logistica già disponibile dove erogare i sieri immunizzanti
  • un numero di medici e operatori sanitari sufficiente in grado sia di eseguire materialmente le iniezioni sia di sorvegliare i pazienti dopo l’inoculazione del prodotto per il tempo necessario.

L’accordo

Proprio per perseguire questi obiettivi, mentre appare ormai imminente l’intesa tra governo e 40.000 medici di medicina generale pronti ad assumere anche il ruolo di vaccinatori di massa, anche Confindustria si sta dando da fare per mettere a disposizione le fabbriche allo scopo di vaccinare i dipendenti e i loro familiari. Carlo Bonomi, presidente di Confindustria ha infatti dichiarato al quotidiano Repubblica:

“I dipendenti delle aziende aderenti a Confindustria sono circa 5,5 milioni. Considerando i loro nuclei familiari, arriveremo a vaccinare nei nostri impianti oltre 12 milioni di italiani”.

I termini economici

L’accordo tra Roberto Speranza, Ministro della Salute, e l’Ordine nazionale dei medici di famiglia è in fase di conclusione e garantirà ai medici lo stesso rimborso previsto dalla convenzione nazionale per il vaccino antinfluenzale: 6,16 euro a somministrazione. Una volta firmata l’intesa, scenderanno in campo 40 mila professionisti della salute pronti a inoculare il prodotto anti coronavirus non solo nel proprio ambulatorio ma anche nei centri vaccinali e a casa dei pazienti. Ogni Regione si organizzerà secondo le proprie esigenze.