La fabbrica farmaceutica sta cambiando natura. Non è più soltanto un luogo di produzione regolata, nel quale impianti, procedure e sistemi qualità devono garantire continuità, sicurezza e compliance. È sempre più un ecosistema complesso, interconnesso, digitale, attraversato da automazione avanzata, robotica, integrazione IT/OT, intelligenza artificiale e nuovi rischi cyber.
In questo scenario, la domanda centrale non riguarda più solo quali tecnologie introdurre, ma come governarle. Perché l’innovazione industriale, soprattutto in un settore ad alta responsabilità come il farmaceutico, produce valore solo se trova competenze capaci di sostenerla, interpretarla e renderla operativa nei contesti reali di lavoro.
È da questa consapevolezza che nasce l’incontro “Competenze per la fabbrica del futuro. Formazione, nuove tecnologie e AI nella manifattura farmaceutica”, organizzato da MakingLife nell’ambito di SPS Italia 2026. L’appuntamento è in programma mercoledì 27 maggio, dalle 15.00 alle 16.00, in Arena Next, Padiglione 8, e sarà moderato da Cristiana Bernini, General Manager di MakingLife.
Il panel metterà a confronto esperienze e punti di osservazione diversi: chi sviluppa tecnologie, chi presidia sicurezza e compliance, chi lavora sull’automazione e sulla robotica, chi gestisce progetti complessi e chi costruisce percorsi formativi per il settore farmaceutico. L’obiettivo è affrontare un nodo ormai decisivo per l’industria: capire quali competenze servano oggi alla fabbrica farmaceutica e come possano essere sviluppate in modo continuo, concreto e misurabile.
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Tecnologia e competenze corrono alla stessa velocità?
Negli ultimi anni la manifattura farmaceutica ha accelerato con forza sul piano tecnologico. Automazione, digitalizzazione dei processi, sistemi connessi, robotica collaborativa e strumenti basati sull’intelligenza artificiale stanno entrando in aree sempre più ampie della produzione, della manutenzione, del controllo e della gestione dei dati.
Ma questa trasformazione apre una questione meno visibile e, forse, ancora più critica. Le competenze delle persone stanno evolvendo alla stessa velocità?
Il vero gap non è soltanto tecnologico. È organizzativo, culturale e formativo. Una fabbrica più connessa e automatizzata richiede professionisti capaci di leggere dati, comprendere vulnerabilità, interagire con sistemi digitali, valutare rischi, gestire interdipendenze tra funzioni diverse e prendere decisioni in contesti regolati. Non basta conoscere una tecnologia. Occorre comprenderne le implicazioni operative, di sicurezza, di qualità e di responsabilità.
Per questo il tema delle competenze diventa una leva industriale. Non un elemento accessorio, ma una componente essenziale della governance della fabbrica.
Integrazione IT/OT, cybersecurity e governance del rischio
La prima parte dell’incontro sarà dedicata al rapporto tra tecnologie, rischi e governance. La convergenza tra Information Technology e Operational Technology rappresenta una delle trasformazioni più profonde della manifattura avanzata. Sistemi produttivi, reti industriali, piattaforme digitali e infrastrutture di controllo sono sempre più integrati. Questo aumenta l’efficienza, la tracciabilità e la capacità di gestione dei processi, ma amplia anche la superficie di rischio.
A intervenire su questi temi sarà Micaela Caserza Magro, Presidente GISI e Senior Vice President Global Networks & Security di Adasoft, che porterà il punto di vista delle infrastrutture, della sicurezza e della convergenza IT/OT. Il tema non è solo proteggere sistemi informatici, ma comprendere come la sicurezza diventi parte integrante del funzionamento produttivo.
Accanto alla dimensione tecnologica, vi è poi quella comportamentale. Maurizio Milazzo, Senior Director South Europe di TXOne Networks, affronterà il ruolo del personale di automation nella mitigazione del rischio di incidenti cyber. In una fabbrica interconnessa, procedure, abitudini quotidiane, consapevolezza operativa e comportamenti individuali possono diventare fattori di protezione o punti di vulnerabilità.
Il blocco sarà completato dall’intervento di Roberto Ciccarelli, Presidente ANIPLA e Direttore IT & Compliance di DEA Srl, che collegherà complessità normativa, automazione e competenze. In un ambiente regolato, la capacità di muoversi tra requisiti tecnici, compliance, sicurezza e responsabilità operative diventa una competenza trasversale. Non riguarda solo gli specialisti, ma l’intera organizzazione.
Robotica, automazione e progetti complessi
La seconda parte del panel porterà il confronto nel cuore dell’automazione industriale. La robotica sta modificando il modo in cui si progettano, organizzano e gestiscono i processi produttivi. Non si tratta semplicemente di sostituire operazioni manuali con sistemi automatici, ma di ripensare flussi, interfacce, competenze operative e modelli di collaborazione tra uomo e macchina.
Su questo tema interverrà Andrea Tanzini, Innovation Chair di ISPE Italy Affiliate e Director Robotics Division di Stäubli Robotics. Il suo contributo permetterà di affrontare le competenze richieste da processi sempre più automatizzati, collaborativi e integrati. La robotica non entra in fabbrica come elemento isolato. Deve dialogare con processi validati, sistemi qualità, requisiti di sicurezza, layout produttivi e persone.
La complessità non si esaurisce nella tecnologia. Ogni progetto di innovazione richiede coordinamento, traduzione tra linguaggi diversi, capacità di gestione dei vincoli e attenzione agli obiettivi industriali. È il terreno su cui si collocherà l’intervento di Chiara Valzecchi, Operation Management Sybil Industrial di Alperia, dedicato al governo dei progetti complessi nel settore farmaceutico.
Quando entrano in gioco tecnologie digitali, AI, automazione e processi regolati, la difficoltà non è quasi mai soltanto nello strumento. Spesso nasce dalla necessità di far dialogare persone, funzioni, tempi, obiettivi, procedure e responsabilità. Per questo diventano decisive competenze ibride: tecniche, decisionali, relazionali e organizzative.
La formazione come parte del funzionamento industriale
Se la fabbrica cambia, deve cambiare anche il modo in cui si costruiscono le competenze. La formazione non può più essere pensata come un’attività episodica, separata dai processi o limitata alla trasmissione di contenuti. Deve diventare una componente integrata del funzionamento industriale.
È questo il cuore della terza parte dell’incontro, dedicata alla formazione continua e allo sviluppo delle competenze. Marco Venturi, Consulting & Training Director di MakingLife, affronterà il passaggio da una formazione intesa come corso a una formazione concepita come leva di capacità operativa e decisionale. Nei contesti complessi, formare significa aiutare le persone a comprendere scenari, prendere decisioni, gestire rischi, collaborare tra funzioni e applicare conoscenze nei processi reali.
Valentina Parrella, Training & Marketing Manager di MakingLife, porterà invece l’attenzione sulla costruzione di sistemi formativi continui, modulari e misurabili. Perché le competenze non si sviluppano una volta per tutte. Devono essere aggiornate, verificate, adattate ai bisogni della fabbrica e collegate agli obiettivi dell’organizzazione.
In questa prospettiva, la formazione diventa uno strumento di governance. Non arriva dopo il cambiamento, ma contribuisce a renderlo governabile. Aiuta le aziende a ridurre il rischio operativo, a rendere più efficaci i processi di innovazione e a preparare le persone a lavorare in ambienti dove tecnologia, qualità e responsabilità sono sempre più intrecciate.
Una nuova grammatica per la manifattura farmaceutica
Il filo conduttore dell’incontro è chiaro: la fabbrica farmaceutica del futuro non sarà definita solo dalle tecnologie che adotterà, ma dalla qualità delle competenze che saprà costruire attorno a quelle tecnologie.
Automazione, AI, robotica e sistemi connessi possono aumentare efficienza, controllo e capacità decisionale. Ma senza persone in grado di interpretarli, integrarli e governarli, rischiano di generare nuova complessità invece di ridurla.
Per questo la sfida non è scegliere tra tecnologia e formazione. È comprendere che, nella manifattura farmaceutica avanzata, le due dimensioni sono ormai inseparabili. Innovare significa progettare sistemi, ma anche preparare le persone a viverli, gestirli e migliorarli.
L’incontro organizzato da MakingLife a SPS Italia 2026 nasce proprio per aprire questo confronto: non una discussione astratta sul futuro, ma un dialogo concreto sulle competenze necessarie per rendere la fabbrica farmaceutica più sicura, efficiente, sostenibile e governabile.


