Produzione pharma tra AI, sostenibilità e nuovi modelli industriali

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Nel dibattito attuale sull’industria farmaceutica, l’intelligenza artificiale tende a occupare il centro della scena. Ma ridurre la trasformazione della produzione pharma a un tema esclusivamente tecnologico sarebbe fuorviante.

È da questa consapevolezza che prende forma la Sessione V del Simposio organizzato da AFI, dedicata al ruolo dell’AI e delle nuove tecnologie nei processi produttivi, ma inserita in un quadro più ampio, dove sostenibilità, compliance e modelli industriali convivono e si influenzano reciprocamente.

Come sottolinea Lino Pontello, coordinatore della sessione dal titolo “Il supporto dell’IA e delle nuove tecnologie alla produzione Pharma“, nella video intervista di presentazione:

«Il tema globale del simposio ovviamente è l’intelligenza artificiale e anche noi tratteremo questo tema, ma non solo, perché gli aspetti che riguardano la produzione sono comunque rilevanti e non si limitano al discorso dell’intelligenza artificiale».

Una dichiarazione che chiarisce subito il posizionamento della sessione: l’AI è un acceleratore, non il punto di partenza.

Sostenibilità e reporting, il nuovo vincolo industriale

La sessione si apre con un tema che oggi rappresenta un passaggio obbligato per qualsiasi impianto produttivo: la sostenibilità.

L’analisi degli aggiornamenti degli European Sustainability Reporting Standards (ESRS) introduce un livello di complessità che va ben oltre la rendicontazione. Gli standard collegati alla Corporate Sustainability Reporting Directive ridefiniscono infatti il modo in cui le aziende devono integrare rischi ambientali, investimenti e strategie industriali.

Non si tratta più solo di “misurare”, ma di dimostrare la coerenza tra scelte produttive e impatto ambientale. In questo senso, la produzione farmaceutica diventa uno dei nodi centrali della strategia ESG.

Serializzazione italiana, una scadenza che cambia il sistema

Dalla sostenibilità si passa rapidamente a un altro tema ad alta pressione operativa: la serializzazione.

L’Italia si trova in una fase cruciale di implementazione del sistema, con tempistiche ravvicinate e implicazioni dirette sui siti produttivi. Il coinvolgimento di NMVO (National Medicines Verification Organisation) evidenzia la dimensione sistemica del cambiamento.

Pontello lo definisce senza ambiguità: «La serializzazione italiana è un argomento particolarmente impattante anche per la scadenza molto ravvicinata». Non è solo un adeguamento tecnologico, ma una trasformazione che coinvolge processi, tracciabilità e integrazione tra produzione e supply chain.

Fabbrica modulare, il modello che arriva dal Nord Europa

La seconda parte della sessione introduce un tema destinato a crescere nei prossimi anni: la fabbrica modulare. Si tratta di un approccio già diffuso nei Paesi del Nord Europa, basato su configurazioni produttive più flessibili, scalabili e facilmente qualificabili.

Secondo quanto anticipato da Pontello, questo modello offre vantaggi concreti: «porta dei vantaggi produttivi importanti, soprattutto relativamente alla qualifica degli impianti».

In un settore in cui la validazione rappresenta uno dei principali colli di bottiglia, la modularità può diventare un elemento chiave per accelerare il time-to-market.

AI applicata, dal virtuale alla linea produttiva

È però nella parte finale della sessione che l’intelligenza artificiale entra in modo più concreto, attraverso tre applicazioni specifiche.

La prima riguarda i digital twins, modelli virtuali che consentono di simulare scenari produttivi e ottimizzare le scelte prima della loro implementazione reale.
Un passaggio cruciale, perché sposta l’errore dal mondo fisico a quello digitale, riducendo costi e tempi.

Segue un caso d’uso più operativo: l’applicazione dell’AI nella sperlatura degli iniettabili, processo critico dove l’automazione intelligente può migliorare precisione e affidabilità.

Infine, il tema della manutenzione, spesso sottovalutato ma strategico.

«L’intelligenza artificiale può aiutare la manutenzione semplificandola e focalizzandola sugli aspetti rilevanti»

Qui il salto è culturale prima ancora che tecnologico: passare da una manutenzione reattiva o programmata a una manutenzione predittiva guidata dai dati.

Dalla tecnologia al prodotto, il caso spray drying

A chiudere il percorso, un intervento su una tecnologia avanzata come lo spray drying, con un focus sull’intero ciclo, dallo sviluppo all’industrializzazione.

Un finale non casuale: riportare l’attenzione sul prodotto significa ricordare che ogni innovazione tecnologica, ogni algoritmo e ogni modello industriale hanno un unico obiettivo, rendere più efficiente, sicura e scalabile la produzione di farmaci.

Una sessione che tiene insieme complessità e direzione

Nel suo insieme, la Sessione V restituisce un’immagine meno lineare e più concreta della trasformazione in atto nella produzione farmaceutica.

L’intelligenza artificiale non è il punto di partenza, ma un elemento che si innesta su un sistema già sotto pressione: nuove richieste di sostenibilità, scadenze regolatorie stringenti, modelli produttivi che devono diventare più flessibili e integrati.

È proprio nell’intersezione tra questi fattori che si gioca la partita.

La fabbrica farmaceutica non evolve per sostituzione – analogico contro digitale – ma per stratificazione: nuovi livelli tecnologici che si sovrappongono a vincoli esistenti, modificando progressivamente il modo in cui si progettano, si qualificano e si gestiscono i processi.

In questo scenario, l’AI smette di essere una promessa e diventa uno strumento operativo. Ma il vero discrimine resta un altro: la capacità delle aziende di integrare innovazione, compliance e sostenibilità in un unico disegno industriale coerente.

È qui che la produzione pharma sta cambiando davvero. Non nelle tecnologie adottate, ma nel modo in cui vengono governate.