L’industria farmaceutica si conferma uno dei settori trainanti dell’economia pugliese e una componente strategica del sistema produttivo del Mezzogiorno. Nel 2025 il comparto ha generato 800 milioni di euro di esportazioni, pari al 10% dell’export regionale complessivo e al 55% di quello hi-tech, con oltre 1.700 addetti tra occupazione diretta e indotto.
Sono i dati presentati da Farmindustria il 19 ottobre 2026 a Canosa di Puglia, in occasione dell’incontro Innovazione e produzione di valore. Industria farmaceutica in Italia, una leadership da difendere nel Mezzogiorno, ospitato da Farmalabor, azienda italiana che quest’anno celebra il venticinquesimo anniversario dalla fondazione.
L’appuntamento si inserisce nel percorso di incontri territoriali che Farmindustria porta avanti da oltre dodici anni per valorizzare il contributo del settore farmaceutico alla crescita industriale, all’innovazione e alla competitività del Paese.
La Puglia nella geografia industriale della farmaceutica italiana
I dati regionali evidenziano il ruolo della farmaceutica in un sistema manifatturiero nel quale la capacità di generare valore dipende sempre più da tecnologia, competenze e specializzazione produttiva.
In Puglia il comparto farmaceutico si colloca al primo posto per valore aggiunto per addetto tra i settori a medio-alta intensità tecnologica. Un indicatore significativo della capacità del settore di contribuire all’economia regionale non soltanto attraverso i volumi produttivi, ma anche mediante attività industriali ad elevato contenuto di conoscenza.
La distribuzione territoriale mostra inoltre alcune concentrazioni rilevanti. Bari figura tra le prime quindici province italiane per esportazioni farmaceutiche, con un valore superiore a 740 milioni di euro nel 2025. Brindisi rientra invece tra le prime trenta province per incidenza dell’occupazione farmaceutica sul totale manifatturiero.
Ne emerge un sistema produttivo nel quale la farmaceutica rappresenta una componente significativa della specializzazione industriale regionale, con ricadute sulle competenze professionali, sulle attività di ricerca e sulle filiere di fornitura.
Il Mezzogiorno rafforza il proprio ruolo nell’export farmaceutico
Il contributo della Puglia si inserisce in una trasformazione più ampia della presenza farmaceutica nel Sud Italia.
Secondo i dati diffusi da Farmindustria, nel 2025 il settore farmaceutico è stato il primo comparto per valore delle esportazioni nel Mezzogiorno e nelle Isole. Tra il 2020 e il 2025, l’export farmaceutico dell’area è passato da 3,4 a 11 miliardi di euro, più che triplicando il proprio valore e raggiungendo il 18,4% delle esportazioni manifatturiere.
Una crescita che evidenzia il potenziale industriale del territorio e il peso assunto dalla produzione farmaceutica nelle economie meridionali.
Su scala nazionale, l’industria farmaceutica ha raggiunto nel 2025 una produzione di 74 miliardi di euro, con esportazioni pari a 69,2 miliardi, corrispondenti a oltre il 90% del valore prodotto.
Farmaci e vaccini costituiscono inoltre il primo settore del made in Italy per contributo positivo al saldo commerciale manifatturiero, rappresentandone il 29%.
Il settore conta 72.200 addetti diretti, in aumento del 10% rispetto al 2019, e oltre 300.000 occupati considerando l’indotto. Gli investimenti annuali in ricerca e produzione ammontano complessivamente a 4,4 miliardi di euro, di cui 2,5 miliardi destinati alla ricerca e sviluppo e 1,9 miliardi alla produzione.
Sono numeri che restituiscono la dimensione industriale della farmaceutica italiana e, allo stesso tempo, la sua forte esposizione ai mercati internazionali.
Cattani: «La leadership non può essere data per acquisita»
La crescita registrata negli ultimi anni non elimina le criticità che il comparto è chiamato ad affrontare.
«La Puglia rappresenta una realtà di grande valore per l’industria farmaceutica in Italia, con competenze, capacità produttive ed export che concorrono alla leadership della nostra Nazione», ha dichiarato Marcello Cattani, presidente di Farmindustria, sottolineando il contributo del settore alle performance industriali del Mezzogiorno.
Il presidente ha tuttavia richiamato l’attenzione sul cambiamento degli equilibri competitivi internazionali.
Da una parte, la Cina sta rafforzando la propria presenza nella ricerca farmaceutica e negli studi clinici. Dall’altra, le politiche statunitensi sui prezzi dei medicinali, con particolare riferimento all’approccio Most Favored Nation, potrebbero influenzare le scelte di localizzazione degli investimenti in ricerca, sviluppo e produzione.
In questo scenario, l’attrattività industriale dell’Europa e dell’Italia diventa una questione centrale.
Le imprese devono infatti pianificare investimenti che richiedono capitali rilevanti, competenze specializzate e orizzonti temporali pluriennali. La prevedibilità del quadro regolatorio ed economico assume quindi un peso determinante nelle decisioni sulla localizzazione di nuove attività produttive e di ricerca.
Payback, accesso all’innovazione e sostenibilità degli investimenti
Tra le priorità indicate da Farmindustria figurano la revisione del payback farmaceutico, la riduzione dei tempi di accesso alle terapie innovative e la sostenibilità economica degli investimenti industriali.
Sul payback, l’associazione propone una progressiva riduzione del meccanismo, riportandone inizialmente l’onere ai livelli del 2023, con l’obiettivo di arrivare alla sua eliminazione.
Secondo Farmindustria, l’attuale sistema incide sulla capacità delle imprese di programmare gli investimenti, in una fase già caratterizzata dall’aumento dei costi delle materie prime e da una maggiore pressione competitiva internazionale.
Un secondo elemento riguarda l’accesso all’innovazione terapeutica. L’associazione chiede strumenti di early access più efficaci, in grado di favorire la disponibilità tempestiva delle nuove terapie durante il completamento dei percorsi di valutazione e rimborsabilità.
Le due questioni, pur appartenendo ad ambiti diversi, sono collegate dalla necessità di mantenere un equilibrio tra sostenibilità del sistema sanitario, valorizzazione dell’innovazione e condizioni economiche per gli investimenti.
Per il settore produttivo, la sfida è poter contare su un contesto sufficientemente stabile da sostenere programmi industriali di lungo periodo, preservando le competenze e le capacità tecnologiche sviluppate sul territorio.
Farmalabor, 25 anni di attività tra ricerca, qualità e produzione
La scelta di Canosa di Puglia come sede dell’incontro richiama anche l’esperienza industriale di Farmalabor, azienda fondata nel 2001 da farmacisti e oggi attiva nelle attività farmaceutiche e nei servizi collegati.
Nel 2025 la società ha registrato un fatturato di circa 19,5 milioni di euro e un EBITDA di circa 2,7 milioni, destinando circa 2 milioni di euro alla ricerca. Conta 120 dipendenti, con una presenza femminile pari al 53% dell’organico.
L’azienda dispone di un centro di ricerca e sviluppo e di due siti produttivi a Canosa di Puglia, oltre a uffici, un magazzino e un laboratorio ad Assago, nell’area milanese. Le infrastrutture aziendali si estendono complessivamente su circa 65.000 metri quadrati, con circa 14.000 metri quadrati di aree di stoccaggio.
Le attività comprendono acquisto, controllo qualità, riconfezionamento, etichettatura e rilascio dei lotti di medicinali, nell’ambito degli standard ISO e delle Good Manufacturing Practice (GMP) applicabili. La società dichiara inoltre di disporre di quattro camere di ripartizione autorizzate AIFA e otto camere di ripartizione operanti secondo le GMP.
Un ambito di specializzazione è rappresentato dalla cannabis per uso medico. Nel 2021 Farmalabor ha ottenuto da AIFA l’autorizzazione alla produzione e al rilascio di estratti standardizzati di cannabis. Secondo i dati aziendali, il fatturato relativo a questo settore è cresciuto del 52% nel 2024 rispetto al 2023 e del 37% nel 2025 rispetto all’anno precedente.
La società ha inoltre costituito Farmalabor SRB D.O.O. in Serbia, nell’ambito della strategia di rafforzamento della presenza internazionale e della capacità produttiva.
L’adozione dello status di società benefit completa il profilo aziendale, formalizzando gli impegni in materia di sostenibilità, responsabilità sociale e innovazione scientifica.
Competenze, ricerca e territorio: le condizioni per continuare a crescere
L’incontro di Canosa ha riunito rappresentanti dell’industria, delle istituzioni, del mondo accademico e della ricerca per discutere il ruolo della farmaceutica nello sviluppo economico e tecnologico del Mezzogiorno.
Il programma ha previsto gli interventi di Lucia Aleotti, componente del Comitato di Presidenza di Farmindustria, sul valore delle aziende farmaceutiche per il territorio, e di Salvio Capasso, responsabile Economia del Centro Studi e Ricerche per il Mezzogiorno (SRM), sul ruolo strategico nazionale dell’industria farmaceutica.
La tavola rotonda ha coinvolto, tra gli altri, Annalisa Calvano, direttrice del sito produttivo Merck Serono di Bari, Nunzio Denora dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro e Sergio Fontana, presidente e amministratore delegato di Farmalabor, insieme a rappresentanti delle istituzioni e del mondo sanitario.
La presenza di interlocutori industriali, accademici e istituzionali mette in evidenza una delle questioni decisive per il futuro del comparto: la capacità di consolidare sul territorio un sistema nel quale produzione, ricerca, formazione e politiche industriali possano sostenersi reciprocamente.
Per la Puglia e per il Mezzogiorno, la crescita dell’export farmaceutico costituisce un risultato significativo, ma rappresenta anche un punto di partenza. Il consolidamento della capacità produttiva richiederà continuità negli investimenti, disponibilità di competenze qualificate e condizioni favorevoli allo sviluppo industriale.
La questione, dunque, non riguarda soltanto la difesa delle posizioni raggiunte. Riguarda la possibilità di trasformare la crescita degli ultimi anni in una presenza industriale stabile, innovativa e competitiva nel lungo periodo, capace di contribuire al ruolo dell’Italia nelle filiere farmaceutiche internazionali.
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