Rete HCV Sicilia, piano di eradicazione del virus dell’epatite C

Prosegue CCuriamo, il progetto di ISHEO che analizza e confronta le attività predisposte dalle Regioni per l’eliminazione dell’Epatite C grazie all’impiego dei fondi stanziati dal Governo per l’incremento degli screening con l’emendamento al Decreto Milleproroghe del febbraio 2020. Regione Sicilia ha predisposto già dal 2015 il network online Rete HCV Sicilia

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eradicazione HCV in Sicilia

La Rete HCV Sicilia è basata su un network online, incentrato sul modello hub & spoke, con 42 centri clinici a cui aderiscono 101 medici specialisti (gastroenterologi, epatologi, infettivologi, medici di medicina interna ed esperti in diagnosi e terapia delle malattie croniche del fegato da HCV).

Questa piattaforma online, istituita con un Decreto nel 2015, permette di registrare le informazioni dei pazienti e di ottimizzarne la terapia. Costituisce quindi un punto di forza, ma ha mostrato dei limiti nell’individuare i soggetti inconsapevolmente affetti dal virus. Negli ultimi mesi, inoltre, la pandemia Covid-19 ha bloccato screening e trattamenti, mettendo in discussione l’obiettivo proposto dall’OMS di eliminare l’HCV entro il 2030.

La Rete HCV Sicilia

Il dibattito “Strategia di eliminazione dell’HCV: la risposta della Regione Sicilia” organizzato da ISHEO con il contributo incondizionato di Gilead Sciences si è tenuto online. Moderati dal giornalista scientifico Daniel Della Seta, sono intervenuti Davide Integlia – Direttore di ISHEO; Stefano Vella – Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma; Fabio Cartabellotta – Direttore dell’Unità operativa complessa di Medicina dell’ospedale Buccheri La Ferla di Palermo e responsabile Rete HCV Sicilia; Ivan Gardini – Presidente EpaC Onlus; Loreta Kondili – Centro Nazionale per la Salute Globale, Istituto Superiore di Sanità; Massimo Andreoni – Direttore Scientifico SIMIT; Massimo Galli, Past President SIMIT; Vito Di Marco – Professore ordinario di gastroenterologia dell’Università di Palermo e responsabile scientifico della rete HCV Sicilia; Francesco Magliozzo, Presidente SIMG Palermo; Ignazio Grattagliano, referente SIMG per l’area epatologica.

I risultati della Rete HCV Sicilia

La Rete HCV Sicilia ha già permesso di realizzare:

  • un’indagine conoscitiva, organizzata con i MMG, sulla prevalenza dei pazienti con epatite/cirrosi da HCV in Sicilia,
  • un’analisi delle caratteristiche cliniche dei pazienti,
  • una valutazione dei regimi terapeutici appropriati/ottimali,
  • un’analisi degli obiettivi individuali (benefit) e collettivi (utility) della cura,
  • una campagna informativa per i pazienti,
  • l’organizzazione di un call center per prenotare le visite ambulatoriali nei centri SPOKE e HUB.

Le farmacie sono un punto di riferimento per divulgare informazioni sulle nuove terapie, eseguire test salivari gratuiti e prenotare una visita di valutazione.

I dati emersi dalle valutazioni della Rete HCV Sicilia

L’indagine conoscitiva sulla prevalenza dei pazienti con epatite/cirrosi da HCV indica che circa l’1% dei cittadini siciliani ha una malattia cronica di fegato da HCV. Vito Di Marco evidenzia che la prevalenza dei pazienti con epatite cronica da HCV varia nelle provincie della Sicilia da 0,5% a 1,5%. Tra le persone con più di 60 anni, è probabile che la prevalenza superi il 2%. Sulla base di queste osservazioni, si può stimare che in Sicilia tra 30.000 e 50.000 persone abbiano una malattia cronica di fegato da HCV.

Fabio Cartabellotta sottolinea il paradosso di avere una cura che guarisce il 100% dei pazienti affetti da epatite C ma di utilizzarla in meno del 30% delle persone. Il numero dei trattamenti misurato nella Rete HCV Sicilia è lo 0,3%, ben lontano dall’1% di prevalenza che gli studi epidemiologici evidenziano per la popolazione siciliana. Grazie ai dati raccolti dalla Rete HCV Sicilia è stato possibile esaminare le coorti dei pazienti trattati e analizzare i genotipi per classi di età. È emerso che la maggior parte dei pazienti nati dopo il 1960 ha un’infezione con genotipi 1a e 3 riferibile a iniezioni endovenose di droghe. I genotipi 1b e 2 sono invece riferibili a una coorte di pazienti più anziani.

Questi dati suggeriscono che lo screening tra le persone con meno di 60 anni deve essere effettuato soprattutto nei SerD. I più anziani sono invece più facilmente individuabili con screening nelle farmacie o attraverso i Medici di Medicina Generale.

Fabio Cartabellotta, responsabile Rete HCV Sicilia e Vito di Marco, responsabile scientifico della rete HCV Sicilia

L’impegno per l’eradicazione dell’HCV nelle popolazioni speciali

La Rete HCV Sicilia si sta già impegnando per eliminazione prioritaria dell’epatite C dalle cosiddette popolazioni speciali, come tossicodipendenti e detenuti.

Per quanto riguarda i pazienti seguiti dai SerD, la Rete HCV Sicilia ha progettato lo screening di 1.000 soggetti in terapia sostitutiva che sono seguiti nei SerD delle provincie di Palermo, Catania, Siracusa e Trapani. Questo progetto produrrà una precisa evidenza sulla prevalenza dell’infezione da HCV e permetterà anche di iniziare le azioni di eliminazione nei pazienti che vengono seguiti per la tossicodipendenza.

La microeradicazione tra i detenuti viene effettuata tramite un’azione “case-finding” e “linkage-to-care” nelle carceri, con la collaborazione tra Direttori delle Carceri, Medici Dirigenti delle Carceri, il Provveditore Regionale per l‘Amministrazione Penitenziaria della Sicilia e i centri specialistici che fanno parte della Rete per l’epatite C. Il percorso diagnostico-terapeutico prevede la diagnosi e il successivo trattamento con antivirali direttamente in carcere.

IL ruolo dei Medici di famiglia nella lotta all’HCV in Scilia

Al centro della Rete HCV Sicilia vi sono anche i Medici di Medicina Generale, il cui ruolo si rivela tanto più determinante nel momento di andare a cercare il sommerso al di fuori delle cosiddette popolazioni speciali. In particolare, la best practice siciliana si distingue per la capacità di instradare i pazienti affetti da HCV esclusivamente verso centri di riferimento riconosciuti e per un’attiva partecipazione alla Rete.

Inoltre, la Medicina Generale partecipa attivamente al monitoraggio durante le terapie e al follow-up dei pazienti anche dopo l’eliminazione del virus.

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