Dati di vendita degli antibiotici veterinari

Il decimo rapporto annuale ESVAC mostra una continua diminuzione delle vendite di antibiotici veterinari

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Tra gli strumenti che la Commissione europea ha richiesto a EMA di realizzare nell’ambito delle azioni di controllo del fenomeno dell’antimicrobico-resistenza c’è il progetto ESVAC.

Il progetto di Sorveglianza europea del consumo di antimicrobici veterinari (ESVAC) è partito nell’aprile 2010 come approccio armonizzato di raccolta e comunicazione dei dati sull’uso di agenti antimicrobici negli animali dell’UE e dello Spazio economico europeo (SEE).

Il rafforzamento della sorveglianza delle vendite e dell’uso dei medicinali veterinari contenenti sostanze antibiotiche rappresenta un punto di forza per il raggiungimento dell’obiettivo della riduzione della frequenza delle infezioni sostenute da microrganismi resistenti agli antibiotici.

Al momento partecipano volontariamente al progetto ESVAC 31 Paesi, fornendo i dati di vendita degli agenti antimicrobici veterinari utili alla realizzazione di:

  • Rapporto annuale
  • Database interattivo ESVAC.

Questi due strumenti sono utili per individuare possibili fattori di rischio di sviluppo e diffusione di AMR negli animali.

EMA ed ESVAC hanno elaborato una proposta di linea guida per standardizzare il modo di sgnalare le vendite e l’uso di antimicrobici negli animali secondo i requisiti indicati dall’articolo 57 del Regolamento (UE) 2019/6.

EMA mette a disposizioni (anche a Paesi che non aderiscono a ESVAC ma che intendono stabilire un sistema di raccolta dei loro dati coerente con quello ESVAC) pure altri criteri descrivendoli nella pagina web dedicata alla sorveglianza del consumo di antimicrobici veterinari.

Uno di questi criteri riguarda l’unità di misura per normalizzare le quantità di agenti antimicrobici veterinari venduti perché queste sono collegate ai dati demografici. EMA ha infatti sviluppato il mg/PCU (Population Correction Unit). Questo tiene conto della popolazione animale nonché del peso di ciascun animale al momento del trattamento antibiotico.

Il decimo rapporto annuale ESVAC sulle vendite di antibiotici veterinari

Dall’ultimo rapporto ESVAC di fine 2020 emerge che, tra il 2011 e il 2018:

  • la vendita di tutti gli antibiotici per uso animale è diminuita di oltre il 34%;
  • le vendite di antibiotici considerati di importanza critica per l’uso umano sono calate del:
  • 70% polimixine;
  • 24% cefalosporine di terza e quarta generazione,
  • 4% fluorochinoloni;
  • 74% altri chinoloni.

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Il database interattivo ESVAC

La banca dati interattiva ESVAC consente agli utenti di accedere al riepilogo dei dati raccolti dal progetto, con la possibilità di filtrarli per paese e per classe di antibiotico.

Gli utenti possono ricavare dal database tabelle, mappe e grafici personalizzati.

EMA ha lanciato il database nel 2015 come strumento complementare al Rapporto annuale rispetto al quale può contenere dati diversi perché aggiornati.

Dati di vendita degli antibiotici veterinari in Italia nel periodo 2017-2018

Sempre a fine 2020, il Ministero della salute ha pubblicato una relazione che analizza le tendenze delle vendite nel nostro Paese.

Il documento riporta i dati relativi ai volumi delle vendite nazionali, trasmessi dai titolari di AIC alla DGSAF (Direzione Generale della Sanità Animale e dei Farmaci veterinari), in ottemperanza all’art. 32 del D.Lgs 193/06 e secondo le specifiche del progetto ESVAC.

La Relazione sui dati di vendita dei medicinali veterinari contenenti sostanze antibiotiche in Italia si focalizza sugli antibiotici di maggiore impatto sull’AMR.

Nel 2017-2018, il calo delle vendite totali è del 17,2% rispetto al 2016 nonché del 42% rispetto al 2010.

La diminuzione, da attribuire all’uso più prudente degli antibiotici, riguarda, in particolare:

  • polimixine: – 66% nel 2017 rispetto al 2016, – 48,3% nel 2018 rispetto al 2016 e – 82% nel periodo 2010-2018,
  • tetracicline,
  • penicilline,
  • sulfamidici,
  • macrolidi.

Le classi di antibiotici di importanza critica incluse nella categoria B “Restrict” della categorizzazione AMEG (Antimicrobial Advice Ad Hoc Expert Group) e classificate tra gli Highest Priority Clinically Important Antimicrobials nella lista dell’OMS rappresentano circa il 3% delle vendite totali.