La sfida delle compresse multistrato

Tanti vantaggi, ma anche tante difficoltà: la produzione di compresse multistrato pone numerose sfide, ma superarle significa ottenere un prodotto dalle caratteristiche molto interessanti

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I farmaci da assumere per via orale sono di gran lunga i più diffusi, grazie alla semplicità di somministrazione e alla loro flessibilità. Accanto alle forme orali più classiche, però, stanno prendendo sempre più piede le compresse multistrato, farmaci innovativi che provano a superare alcuni dei limiti delle compresse tradizionali. Tuttavia, se i vantaggi sono molti, anche i problemi legati alla produzione di questi farmaci non mancano.

Superare i limiti

Pur essendo molto diffuse, le compresse tradizionali non sono esenti da limiti. Pensiamo, ad esempio, alle condizioni patologiche che richiedono regimi farmacologici complessi, che obbligano il paziente ad assumere diverse specialità nello stesso periodo. Avere a che fare con più farmaci contemporaneamente può generare confusione o causare difficoltà pratiche che diminuiscono la compliance del paziente alla terapia.

Non solo. Esistono condizioni cliniche che per essere trattate adeguatamente richiedono che uno stesso farmaco abbia un rilascio immediato iniziale, per permettere un’azione rapida, seguito da un rilascio prolungato, necessario a mantenere l’effetto terapeutico. Anche in questo caso le compresse tradizionali risultano quanto meno poco pratiche, se non addirittura insufficienti.

Oltre a generare confusione e mettere in difficoltà il paziente, l’impiego delle classiche compresse in queste condizioni può inoltre moltiplicare il rischio di effetti indesiderati legati a ciascuna delle singole preparazioni.

I vantaggi delle compresse multistrato

In questi casi l’utilizzo delle compresse multistrato risulta quindi vantaggioso, poiché ottimizza il regime farmacologico, diminuisce i possibili effetti indesiderati ed aumenta la compliance. Tutto questo è possibile grazie alle specificità del farmaco, in cui principi attivi differenti e addirittura incompatibili possono coesistere nella stessa forma solida, contenuti in diversi strati.

Per ovviare a eventuali problemi di stabilità, è anche possibile inserire tra uno strato e l’altro un buffer privo di principio attivo che agisca da barriera, impedendo l’interazione tra gli API contenuti nei diversi strati.

Oltre a differenti principi attivi, nei vari strati possono essere inseriti API con profili di rilascio diversi. In questo modo le compresse multistrato diventano dei farmaci modulari personalizzabili, in cui combinare formulazioni diverse che seguano le esigenze terapeutiche del paziente. Troppo bello per essere vero? No, ma i problemi non mancano.

Superare le difficoltà

La produzione delle compresse multistrato è un processo complicato, che pone numerose sfide. Il prodotto finito infatti può facilmente andare incontro a problemi strutturali: ad esempio a livello di durezza o di distacco degli strati.

Proprio per questo la scelta dei principi attivi e degli eccipienti deve essere particolarmente oculata. Le loro caratteristiche infatti sono determinanti in un farmaco tanto particolare. Per ottenere un buon prodotto finito, gli strati dovrebbero essere il più possibile simili tra loro, per peso ed eccipienti contenuti. Inoltre ad avere un ruolo nelle caratteristiche del prodotto finito è anche l’ordine con cui vengono disposti gli strati, senza contare la forza di compressione, che deve essere attentamente regolata per evitare il distacco degli strati e la formazione di crepe.

Formulare quindi una compressa multistrato è tutt’altro che banale e richiede molta attenzione e una meticolosa fase di sviluppo. Un aiuto può però venire dalle nuove tecnologie. La stampa 3D è infatti particolarmente indicata per la produzione di queste particolari forme solide, poiché aggira le difficoltà legate alla fase di compressione.

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