Lavaggio della vetreria, una soluzione per i residui oleosi

La lavavetreria Ultima 1600 LXP/HE-HD, proposta da AM Instruments, è progettata per trattare residui oleosi e ad alta viscosità. Dosaggio dei detergenti, capacità di carico e monitoraggio del risciacquo sono gli elementi distintivi del sistema.

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La pulizia della vetreria è un’attività essenziale nei laboratori di controllo qualità e di sviluppo formulativo. Quando le lavorazioni coinvolgono oli, creme, cere e altre sostanze poco solubili in acqua, la rimozione dei residui richiede particolare attenzione alla scelta dei detergenti, ai parametri di lavaggio e alla verifica dei risultati.

La presenza di contaminanti sulle superfici può infatti interferire con le analisi successive e compromettere l’affidabilità dei risultati. La difficoltà aumenta quando i residui presentano elevata viscosità o tendono ad aderire alle superfici.

Per queste applicazioni è stata sviluppata Ultima 1600 LXP/HE-HD, lavavetreria industriale della gamma Getinge Lancer, proposta da AM Instruments e destinata principalmente ai laboratori che operano nei settori cosmetico, petrolchimico e industriale.

Dosaggio controllato e capacità di carico

Una delle caratteristiche del sistema è la gestione dei prodotti chimici impiegati nel lavaggio. La macchina dispone di quattro pompe a diaframma per il dosaggio di detergenti e altri agenti chimici, anche ad alta viscosità.

Il cabinet chimico è separato dalla macchina e può essere installato fino a cinque metri di distanza. Ospita quattro contenitori da 10–20 litri, dotati di sensori automatici di livello. Questa configurazione permette di organizzare l’alimentazione dei prodotti chimici in funzione delle esigenze del laboratorio.

La camera di lavaggio rinforzata supporta inoltre carichi fino a 100 kg, caratteristica che consente di trattare componenti e attrezzature di dimensioni e pesi differenti.

Il controllo della conducibilità nel risciacquo

Un ulteriore elemento tecnico riguarda il monitoraggio automatico della conducibilità al termine dei cicli di risciacquo.

Il sistema confronta il valore rilevato con l’intervallo impostato e, in caso di superamento dei limiti, sospende il ciclo segnalando l’anomalia.

La misurazione della conducibilità può contribuire al controllo della fase di risciacquo, soprattutto per individuare la presenza di sostanze ioniche nell’acqua. Non costituisce tuttavia, da sola, una dimostrazione dell’assenza di residui oleosi o di altri contaminanti scarsamente solubili.

Come indicato anche dalla FDA nelle proprie linee guida sulla validazione della pulizia, i metodi indiretti di monitoraggio devono essere correlati alle effettive condizioni di pulizia e, quando necessario, affiancati da metodi analitici appropriati.

Dalla pulizia automatizzata al controllo del processo

La disponibilità di sistemi progettati per residui particolarmente difficili da rimuovere risponde all’esigenza dei laboratori di rendere le operazioni di lavaggio più controllabili e ripetibili.

Per le applicazioni farmaceutiche, la scelta di un’apparecchiatura deve comunque considerare la natura dei residui, la compatibilità dei detergenti con i materiali trattati e le modalità di verifica dell’efficacia del processo.

In questo contesto, soluzioni come Ultima 1600 LXP/HE-HD offrono funzionalità specifiche per la gestione dei carichi e dei prodotti chimici, oltre a strumenti di monitoraggio che possono contribuire alla standardizzazione delle operazioni di lavaggio.

Fonti:

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