Attività antitumorale in vitro di un composto del palladio

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Attività antitumorale in vitro di un composto del palladio

Un dimero di Pd ( I ) -NHC (NHC = N-carbene eterociclico) ha mostrato in vitro attività antiproliferativa elevata e selettiva contro diverse linee cellulari tumorali (es. carcinoma ovarico, carcinoma alla cervice uterina, cancro al colon e tumore al polmone). Questo composto del palladio induce la morte per apoptosi delle cellule malate quasi sempre in modo più efficace del cisplatino e analoghi platinati, e presenta minore tossicità nei confronti di cellule estratte da tessuti sani.  Il nuovo complesso ha rivelato una stabilità inattesa nello stato di ossidazione +1 nonostante l’insaturazione dei due centri metallici.

Un team di scienziati ha trovato una possibile alternativa promettente ai composti a base di platino
Un team di scienziati ha trovato una possibile e promettente alternativa ai composti a base di platino

I composti a base di platino sono i chemioterapici a base metallica più comunemente usati da mezzo secolo, ma presentano effetti collaterali significativi sul sistema nervoso e sui reni.

L’alternativa al platino può venire dal palladio, un metallo che, secondo i risultati dei primi test pubblicati nell’articolo “The anticancer activity of an air-stable Pd(I)-NHC (NHC = N-heterocyclic carbene) dimer” Chemical Communications, 2020, 56, 12238, garantirebbe migliore efficacia e contemporaneamente minore tossicità per l’organismo.

La ricerca sul nuovo complesso a base di palladio

Il test ha riguardato gli effetti del nuovo complesso dinucleare Pd ( I ) che coordina due ligandi bis (NHC) sia su cellule sia su organoidi. Gli organoidi sono organi tridimensionali microscopici ottenuti a partire da poche cellule che si auto-organizzano con le funzioni dell’organo di partenza. Nella ricerca sono stati usati tumoroidi, cioè organoidi, di tumore ovarico sieroso di alto grado, uno dei carcinomi più aggressivi.

Fabiano Visentin, professore di Chimica inorganica all’Università Ca’ Foscari Venezia ha guidato la ricerca alla quale hanno collaborato anche studiosi dii varie strutture: Università di Ghent, Centro di riferimento oncologico di Aviano, Università di Trieste, Sincrotrone di Trieste, KAUST Catalysis Centre (Arabia Saudita).
Il composto di palladio utilizzato nella sperimentazione è stato sintetizzato e brevettato dal team del Dipartimento di Scienze Molecolari e Nanosistemi dell’Università Ca’ Foscari Venezia.

Fabiano Visentin, coordinatore del gruppo di ricerca di chimica organometallica e bio-organometallica, spiega che, a causa delle controindicazioni proprie del platino, le ricerche si sono orientate verso composti di metalli diversi. Negli ultimi anni, il gruppo di ricerca di Visentin si è concentrato sul palladio, un metallo dal quale ha sintetizzato una nuova classe di composti chimici più efficaci e meno tossici per le cellule sane.
Il passaggio dai risultati alla disponibilità di chemioterapici innovativi richiederà poi l’investimento dell’industria del settore per le fasi cliniche di sperimentazione e la successiva produzione.