Genenta dimostra la riprogrammazione del microambiente tumorale nei pazienti affetti da GBM

Sulla base dei dati preliminari della fase di intervallo della dose in corso della sperimentazione clinica di Fase 1/2, Genenta ha dimostrato la riprogrammazione del microambiente tumorale nei pazienti affetti da GBM, aprendo la strada a trattamenti innovativi dei tumori solidi.

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Genenta Science (NASDAQ: GNTA), una società di immuno-oncologia (I/O) in fase clinica che sviluppa una piattaforma basata su cellule che sfrutta la potenza delle cellule staminali ematopoietiche per fornire trattamenti durevoli e sicuri per i tumori solidi, ha annunciato che ha somministrato con successo il dosaggio al primo dei tre pazienti della Coorte 8 (Temferon™ a 4×10^6/kg), l’ultima coorte della parte di Fase 1 con dosaggio variabile dello studio clinico di Fase 1/2 sul Glioblastoma Multiforme uMGMT di nuova diagnosi (TEM -GBM). 

I primi dati 

I dati preliminari, ad oggi, indicano:

  • Nessuna tossicità dose-limitante correlata al Temferon in nessuno dei 22 pazienti trattati
  • Cellule differenziate derivate da Temferon erano evidenti nel sangue periferico 14 giorni dopo l’infusione ed erano ancora rilevabili dopo più di 24 mesi.

A dicembre 2023, i dati preliminari nei pazienti con uMGMT, la forma più aggressiva di GBM, mostrano una sopravvivenza globale (OS) a 2 anni del 25%; i dati storicamente riportati osservati nei pazienti uMGMT e metilati sottoposti all’attuale standard di cura vanno rispettivamente dal 14% al 18% circa. 

Il Dott. Luigi Naldini, co-fondatore di Genenta e Direttore dell’Istituto San Raffaele – Telethon per la Terapia Genica, ha dichiarato:

“Diverse tecniche, inclusa l’analisi di singole cellule dell’RNA, suggeriscono che Temferon può riprogrammare il microambiente tumorale (TME) nei pazienti in modo simile a ciò che avevamo dimostrato nei modelli preclinici e attivare l’infiltrazione delle cellule immunitarie verso l’aumento delle risposte immunitarie contro il tumore.”

Pierluigi Paracchi, amministratore delegato di Genenta, aggiunge:

“L’assenza di tossicità limitante osservata finora suggerisce la capacità della nostra tecnologia di prevenire la tossicità sistemica nell’uomo comunemente associata a potenti proteine ​​antitumorali.”

I dati preliminari generati finora, inclusa la durata della presenza cellulare nei pazienti, quindi, aprono possibilità interessanti per l’uso di Temferon in una varietà di tumori solidi, come dichiarato anche da Carlo Russo, CMO and Head of Development.