La logistica green per i farmaci termosensibili

Il trasporto dei prodotti termosensibili è uno degli aspetti più delicati della logistica farmaceutica. Le nuove tecnologie supportano la transizione verso metodologie di controllo della temperatura a basso impatto ambientale

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Le stime dicono che ogni anno, nel mondo, il 20% dei farmaci termosensibili prodotti viene sprecato a causa di problemi nel mantenimento della catena del freddo. Stiamo parlando di un valore pari a circa 35 miliardi di dollari: uno spreco che si perpetra su più piani (materie prime, energia, riduzione dell’accesso alle cure da parte dei pazienti) e che in tempi come quelli che viviamo non ci possiamo più permettere.
Per garantire la compliance alla normativa senza aggravare l’impatto ambientale, anzi alleggerendolo, gli operatori della logistica stanno investendo cifre notevoli nel miglioramento dell’efficienza di strumenti, dispositivi e imballaggi e nello sviluppo di soluzioni green.

Sono biotech i prodotti più critici

La questione è annosa: da sempre la stabilità della temperatura lungo tutta la filiera rappresenta l’aspetto più critico della supply chain farmaceutica.

La Circolare del ministero della Salute n.2 del 13 gennaio 2000, richiamando la Direttiva comunitaria CPMP/QWP609/96, precisa i riferimenti da inserire in etichetta con le indicazioni delle temperature di conservazione. Il documento specifica anche che il medicinale che in etichetta non riporta indicazioni deve essere conservato fra -2°C e +40°C.

La stragrande maggioranza dei prodotti farmaceutici oggi in commercio è stabile nell’intervallo di temperatura compreso fra 2 e 8°C. Tale segmento di mercato è attualmente in forte espansione, legittimata dagli ingenti investimenti nello sviluppo di prodotti biotech, in particolare di terapia genica, per la quale è necessaria una logistica end-to-end e temperature di conservazione pari a -150°C (in azoto liquido). Il farmaco biotecnologico è quello che più dipende, a livello di stabilità, dall’efficienza della cold chain, in termini di temperatura reale costante e in range. Al di là dei prodotti per le terapie avanzate, il mercato del red biotech è formato da un’ampia gamma di sostanze, fra cui antidiabetici, antireumatici, vaccini, antivirali e immunosoppressori.

La normativa di riferimento

Il trasporto dei medicinali termosensibili è soggetto all’attuazione e al rispetto delle Buone pratiche di distribuzione (Gdp), finalizzate a garantire qualità, efficacia e sicurezza dei farmaci per l’utente finale. La normativa impone che i prodotti farmaceutici siano trasportati in sistemi di imballaggio opportuni al fine di assicurare la loro corretta conservazione e che distribuzione e consegna avvengano in assenza di alterazione delle loro caratteristiche.

A riguardo, la Farmacopea ufficiale (FU) stabilisce che, nell’arco di tempo costituito dalla shelf life, il principio attivo deve essere mantenuto al 90% della sua attività e comunque devono essere garantite le caratteristiche generali del farmaco. La FU si esprime, altresì, sulla definizione di stabilità precisando che “un medicamento è considerato stabile quando, in un determinato periodo di tempo, le sue proprietà essenziali non cambiano o cambiano entro limiti tollerabili, se conservato in un recipiente adatto, in condizioni definite di temperatura, di umidità e di esposizione alla luce”.

Gccmp (Good cold chain management practice)

La normativa italiana è rappresentata dal Decreto 6 luglio 1999 con cui il ministero della Salute ha approvato le linee direttrici in materia di Gdp dei medicinali per uso umano e imposto ai distributori l’obbligo di attenersi a tali buone pratiche.
Nel 2005, la Parenteral drug association ha pubblicato il technical report “Cold chain guidance for medicinal products: maintaining the quality of temperature-sensitive medicinal products through the transportation environment”. Il documento descrive in maniera dettagliata i passaggi della catena del freddo, le modalità di trasporto dei prodotti termosensibili, i materiali destinati al confezionamento primario e secondario e i principi della convalida delle metodiche di trasporto.

Le Gccmp (Good cold chain management practice) impongono a tutti gli operatori che agiscono nelle fasi di trasporto e stoccaggio la verifica dell’integrità e della stabilità del prodotto, nonché la sua conservazione alle temperature indicate. Le buone pratiche raccomandano l’uso sistematico dei sistemi di controllo in tutti i casi in cui le variabili ambientali (luce, temperatura, umidità) siano soggette a situazioni imprevedibili o estreme, anche quando previsto l’utilizzo di contenitori convalidati. Questo perché le procedure relative al trasporto sono descritte come “qualificabili” (immaginando di agire nello “scenario peggiore di riferimento”) e non “soggette a convalida”, dal momento che non è possibile prevedere tutte le possibili situazioni che si possono configurare nel corso del trasferimento.

Il dato al centro

La catena del freddo viene mantenuta mediante l’impiego di sistemi di refrigerazione continua e opportuni piani logistici. I medicinali termosensibili richiedono l’utilizzo di sistemi di protezione, contenitori isolanti coibentati e refrigeranti che devono rispondere a requisiti relativi al sistema di trasporto impiegato, al percorso (e alla durata del tragitto) e alla stabilità dei prodotti stessi.
Data l’espansione del mercato nella direzione dei prodotti biotecnologici, gli investimenti della logistica sono fluiti negli ultimi anni proprio nella direzione dell’implementazione di soluzioni per il trasporto a temperatura controllata. In particolare, il miglioramento del design e della qualità degli imballaggi consente una protezione sempre più efficiente della qualità dei medicinali a fronte di un ridotto consumo di energia.

Diverse start up, anche provenienti dal panorama accademico italiano, hanno messo a punto soluzioni di packaging ecosostenibile fabbricato con materiali innovativi biodegradabili caratterizzati da elevata capacità di isolamento termico. Irene dei Tos e Stefano Seccia, da poco usciti dal Corso di Laurea in materials science dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca, hanno creato Bioaerovax, una startup di packaging isolante ed ecosostenibile per prodotti farmaceutici basata sull’impiego di un aerogel bio-derivato, leggero, biodegradabile e termoisolante.

Packaging technology

L’importanza della packaging technology investe sia il packaging primario che quello secondario, sia attivo che passivo. Sempre più diffuso l’uso di imballi passivi reusable dotati di smart device che registrano tutti i dati di interesse (temperatura, posizione, esposizione alla luce, umidità, apertura del collo), li trasmettono in tempo reale su server cloud condivisibili da più utenti e inviano notifiche di alert predefinito in caso di anomalie.
Il big della logistica UPS ha messo in piedi il Cold chain packaging center of excellence, primo centro logistico degli Stati Uniti a offrire ai clienti opzioni di imballaggio riutilizzabili per la catena del freddo: un’iniziativa che ha tagliato drasticamente i volumi di rifiuti monouso e consentito risparmi significativi.

L’innovazione digitale applicata ai sistemi di refrigerazione sanitaria ha portato allo sviluppo di frigoriferi intelligenti. La tecnologia IoT (Internet of things) su cui si basa il funzionamento di queste apparecchiature utilizza internet per il controllo da remoto della temperatura e di tutti gli scostamenti che possono verificarsi dai valori di riferimento impostati (dal blackout elettrico al contenitore chiuso in maniera non corretta).

Ciò permette di tenere la situazione costantemente sotto controllo attraverso l’uso di uno smartphone e di intervenire all’occorrenza in qualsiasi momento. Il sistema è predisposto anche per archiviare in automatico tutti i dati delle temperature, risparmiando ore di lavoro agli addetti. L’installazione di un compressore elettronico a inverter permette di modulare il lavoro dell’apparecchiatura in base al carico che deve essere refrigerato, portando a una riduzione significativa dei consumi di energia.