La svolta della farmaceutica Made in India

L'India è desiderosa di affermare la propria economia e il settore farmaceutico è un esempio dell'ambizione del Paese, che sta compiendo passi importanti per diventare un attore chiave a livello globale.

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Il 2023 è stato un anno importante per il pharma indiano. A due anni dall’implementazione del piano di sviluppo economico PM GatiShakti National Master Plan, l’apertura di numerosi cluster legati al settore farmaceutico e a quello dei medical devices in tutto il Paese ha segnato un ingente aumento della produttività locale. Il report Pharmaceuticals emesso lo scorso Agosto dalla fondazione indiana per la promozione del Made in India IBEF (Indian Brand Equity Foundation) illustra gli aspetti chiave che sottendono un tale fermento, aiutando a farsi un’idea complessiva dei punti di forza e delle opportunità del settore farmaceutico locale.

Evoluzione indiana in numeri

La crescita del settore farmaceutico indiano lo ha portato ad aggiudicarsi il 3° posto al mondo per volume di produzione. Un risultato importante, affiancato dal 14° posto per valore di prodotto, che si stima possa raggiungere i 130 miliardi di dollari entro il 2030. Uno dei fattori che ha permesso al Paese di raggiungere questi obiettivi risiede nelle circa 3000 compagnie farmaceutiche nazionali che, oltre a lavorare per soddisfare il fabbisogno locale, coprono il 20% delle esportazioni globali di farmaci generici.

Inoltre l’industria farmaceutica indiana è caratterizzata da una crescita rapida, che tra il 2018 e il 2023 ha raggiunto un tasso di crescita annuo composto (CAGR) del 6-8%. E per il prossimo futuro è prevista una crescita con un tasso del 22,5%. Anche il settore biotecnologico è in forte crescita. Con un tasso del 4% nell’ultimo anno, l’India è al 3° posto come destinazione per il biotech nell’area del Pacifico asiatico e al 12° posto a livello globale.

Per continuare a cavalcare la crescita attuale l’India si è posta obiettivi concreti: qualità, accessibilità, innovazione. Tre concetti indispensabili per aumentare la competitività del Paese a livello globale.

India perché?

Oltre alle capacità produttive locali, esistono diverse ragioni che pongono l’India in una posizione di rilievo nel settore farmaceutico globale. Innanzitutto il Paese è uno dei principali fornitori al mondo di farmaci a basso prezzo ma di buona qualità, motivo per cui si è guadagnata l’appellativo di farmacia del mondo.

La sua posizione nell’area asiatica la rende inoltre un ambito partner per accordi commerciali e collaborazioni, come quella siglata nel 2020 tra il TATA Memorial Center of India e il Vietnam National Cancer Hospital. Questo genere di accordi non migliora solo l’immagine del pharma indiano, ma aiuta anche la sua crescita. Sostenibilità, qualità, produttività e ricerca scientifica sono obiettivi che il Paese persegue anche attraverso politiche locali, come la National Medical Devices Policy del 2023 o lo Strengthening of Pharmaceutical Industry del 2022.

Infine gli investimenti in India sono in aumento così come l’approvazione internazionale. Il Paese infatti è secondo solo agli Stati Uniti come numero di impianti approvati da FDA.

Settore strutturato

La farmaceutica indiana si muove in diverse direzioni, ma i segmenti più importanti sono quattro:

  • gli APIs, che da soli occupano il 35% del mercato. L’India, con più di 500 diverse molecole, è il terzo produttore al mondo di APIs.
  • la produzione e la ricerca a contratto, tra i segmenti a più rapida crescita nell’industria farmaceutica e biotecnologica.
  • i biosimilari, il cui mercato in India dovrebbe raggiungere i 12 miliardi di dollari entro il 2025, rappresentando circa il 20% del mercato.
  • le formulazioni e il packaging, per i quali si prevede una rapida crescita nei prossimi 5 anni.

Oltre a soddisfare il mercato interno, le esportazioni sono la linfa vitale del settore farmaceutico indiano. In continua crescita dal 2017, al momento l’export dell’India si concentra in Asia, Nord Africa e Nord America, mentre l’Europa ne è toccata solo marginalmente. Ma questo potrebbe cambiare presto. Le maggiori compagnie indiane infatti puntano ad approdare a nuovi mercati, come la Russia, l’Europa dell’Est e l’America Latina.

Oltre a questo ampliamento del mercato, inoltre, la cosiddetta farmacia del mondo mira a spostare il focus delle aziende dal volume al valore del prodotto. Una combinazione che potrebbe aumentare in modo considerevole la competitività indiana.

Direttrici di crescita diversificate

Ma in quali direzioni si muove la crescita dell’India? Certamente verso il lancio di farmaci coperti da brevetto, ma anche buttando l’occhio ai brevetti in scadenza. Nei prossimi 10 anni ci si aspetta infatti che circa 120 brevetti scadano, con potenziali guadagni globali stimati tra gli 80 e i 250 miliardi di dollari.

Inoltre l’India sta puntando sulla presenza sempre maggiore di competenze tecniche e manageriali e sullo sviluppo di infrastrutture sempre più all’avanguardia. E per quanto riguarda la tipologia di farmaci su cui concentrare la propria potenza produttiva, oltre ai farmaci generici, dei quali l’India è già uno dei principali produttori a livello globale, il Paese ha deciso di puntare anche ai farmaci OTC.

Nel 2022 infatti il governo ha deciso di introdurre all’interno dei propri confini i farmaci di automedicazione: 16 specialità, tra cui antipiretici come il paracetamolo, lassativi, decongestionanti nasali e creme antifungine a uso topico potranno quindi essere acquistati da più di un miliardo di indiani senza obbligo di prescrizione medica.

Un futuro ricco di opportunità

Il futuro del settore farmaceutico indiano sembra riservare ulteriori sorprese. La prima risiede nel mercato dei trials clinici. L’india potrebbe infatti diventare un polo d’attrazione di investimenti grazie alla variabilità genetica della sua popolazione e alla presenza delle competenze tecniche e scientifiche necessarie. La statunitense Akston Biosciences, ad esempio, ha annunciato il probabile inizio in India di un trial clinico sul suo vaccino di seconda generazione contro COVID-19 chiamato AKS-452.

Inoltre il tessuto sociale indiano è in continuo cambiamento. Ci si aspetta che l’aumento degli introiti economici e la crescita del ceto medio aumenteranno anche la richiesta di farmaci ad alto costo e di conseguenza la loro produzione. D’altro canto circa il 70% della popolazione indiana vive in zone rurali. L’aumento dell’accesso ai farmaci da parte di questa fascia di popolazione porterà a grandi opportunità di crescita per il pharma locale.

La crescita del settore farmaceutico indiano sembra quindi solo all’inizio. Se il Paese riuscirà ad affrontare con successo le sfide che lo attendono la svolta globale tanto attesa potrebbe essere molto vicina.