Integratori alimentari, il Ministero apre il cantiere normativo

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Il Ministero della Salute ha istituito un Tavolo di lavoro dedicato agli integratori alimentari, con la partecipazione di rappresentanti della Società Italiana di Tecnologia e Legislazione Farmaceutiche (SITELF), tra cui Paola Minghetti, Nunzio De Nora e Agnese Miro.

L’obiettivo è chiaro: affrontare le criticità di un comparto che negli ultimi anni ha conosciuto una crescita significativa, ma che continua a muoversi all’interno di un quadro normativo complesso e stratificato tra livello nazionale ed europeo.

Non si tratta di un’iniziativa formale. Il Tavolo nasce con un mandato operativo su alcune aree chiave:

  • vigilanza post-marketing
  • qualità e controlli
  • razionalizzazione dei registri ministeriali
  • possibile revisione della normativa europea

Elementi che, letti insieme, delineano un tentativo di passare da una gestione frammentata a una governance più sistemica.

Il nodo regolatorio: una direttiva che mostra i suoi limiti

Uno degli aspetti più rilevanti emersi già nella fase iniziale riguarda la possibile revisione della direttiva europea sugli integratori, ormai risalente a oltre vent’anni fa. Questo dato, apparentemente tecnico, è in realtà centrale. Il settore degli integratori ha subito una trasformazione radicale:

  • evoluzione delle formulazioni (botanicals, probiotici, nutraceutici avanzati)
  • crescita della domanda legata alla prevenzione e al benessere
  • ampliamento dei canali distributivi (farmacia, e-commerce, GDO)

A fronte di questa evoluzione, il quadro regolatorio è rimasto in gran parte invariato, generando:

  • disomogeneità applicative tra Paesi
  • zone grigie nella classificazione dei prodotti
  • difficoltà nei controlli e nella comunicazione al consumatore

Il Tavolo, in questo senso, si inserisce in un dibattito europeo più ampio sulla ridefinizione del perimetro tra alimento, integratore e medicinale.

Qualità e controlli, il vero terreno di confronto

Tra i primi temi operativi individuati emergono qualità e controllo dei prodotti.

Qui il contributo tecnico di SITELF assume un peso specifico. È già stata sviluppata, insieme ad AFI e alle associazioni di settore, una procedura ADAFIS per la valutazione della disaggregazione delle compresse di integratori, utile nelle fasi di sviluppo e produzione.

Non è un dettaglio tecnico marginale. È il segnale di un passaggio culturale:

  • dall’autodichiarazione alla verifica strutturata
  • da controlli ex post a logiche più vicine al quality by design
  • da una regolazione formale a una sostanziale

In altre parole, il settore degli integratori tende progressivamente ad avvicinarsi, almeno in alcune sue componenti, agli standard tipici dell’industria farmaceutica.

Sistema Italia

L’Italia rappresenta un caso peculiare nel panorama europeo. È il primo mercato per consumo di integratori alimentari, con un forte presidio del canale farmacia e un livello di fiducia da parte dei consumatori significativamente più alto rispetto ad altri Paesi.

Proprio questa combinazione – diffusione capillare, prossimità sanitaria e legittimazione percepita – contribuisce però a generare alcune ambiguità di fondo. Gli integratori tendono infatti a collocarsi, nella percezione comune, in una zona intermedia tra alimento e prodotto a finalità quasi terapeutica, con il rischio di un utilizzo non sempre appropriato e di una comunicazione che, in alcuni casi, si avvicina ai limiti delle indicazioni salutistiche consentite.

In questo contesto, l’attenzione posta dal Tavolo non riguarda solo aspetti tecnici o regolatori. La necessità di rafforzare la conoscenza e promuovere un uso corretto degli integratori – sia tra i cittadini sia tra gli operatori sanitari – diventa un elemento centrale per garantire coerenza tra sviluppo del mercato, tutela del consumatore e credibilità del sistema.

Dal prodotto al sistema, una questione di governance

Il punto più interessante, però, è un altro. Il Tavolo non si limita a intervenire sul singolo prodotto. Introduce implicitamente un cambio di prospettiva: gli integratori alimentari diventano un tema di governance sanitaria.

Tre sono le implicazioni principali:

1. Integrazione con il sistema salute
Gli integratori entrano sempre più nei percorsi di prevenzione e gestione delle condizioni croniche.

2. Ruolo degli operatori sanitari
Farmacisti e medici diventano snodi centrali nella corretta indicazione d’uso.

3. Controllo del valore
Si apre una riflessione sul rapporto tra consumo, efficacia e appropriatezza.

Un passaggio da osservare

I risultati del Tavolo saranno presentati in un convegno previsto in autunno.

È un passaggio che merita attenzione. Non tanto per le singole misure che emergeranno, quanto per il segnale di fondo: il settore degli integratori sta uscendo da una fase di sviluppo “libero” per entrare in una stagione di maggiore strutturazione.

E, come spesso accade, quando la regolazione si muove, significa che il mercato è diventato troppo rilevante per restare ai margini.

Competenze e regolazione, un terreno che evolve

Se il quadro normativo degli integratori alimentari è destinato a evolvere nei prossimi anni, diventa sempre più centrale il tema delle competenze: interpretare correttamente le norme, comprendere le differenze tra categorie di prodotto, gestire qualità e controlli lungo tutta la filiera.

In questa direzione si inseriscono anche i percorsi formativi sviluppati da MakingEducation, che includono moduli specifici dedicati agli integratori alimentari, con un approccio che integra aspetti regolatori, tecnologici e applicativi.