Novità sull’attività antimicrobica dell’idrochinina

Un recente studio ha rivelato il potenziale antibatterico di questa molecola anche su ceppi resistenti agli antibiotici.

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L’idrochinina è una molecola nota e ampiamente utilizzata in medicina. I sospetti sulla sua attività antimicrobica non erano stati però finora approfonditi. Un recente studio anglo-thailandese ha invece testato la molecola su differenti ceppi batterici, dimostrando la sua efficacia su un ampio spettro di microrganismi patogeni per l’uomo, alcuni dei quali comunemente resistenti agli antibiotici.

L’idrochinina

L’idrochinina è un composto organico presente nella corteccia delle piante del genere Cinchona, a cui appartengono le specie conosciute con il nome di china. La molecola e gli altri derivati della chinina sono utilizzati nella formulazione di farmaci che contrastano la malaria e le aritmie. Studi recenti dimostrano anche una sua azione contro il parassita Toxoplasma gondii.

Inoltre diversi estratti naturali contenenti la molecola si dimostrano efficaci nell’inibire un ambio spettro di microrganismi patogeni per l’uomo, dai batteri E. coli, S. aureus e P. aeruginosa ai funghi C. albicans e C. parapsilosis. Ciononostante l’attività antibatterica della molecola non è mai stata dimostrata né approfondita.

Per questo un gruppo di ricercatori delle università thailandesi di Naresuan e Pibulsongkram Rajabhat, in collaborazione con l’università inglese di Portsmouth, hanno condotto uno studio per dimostrare e quantificare l’attività antibatterica dell’idrochinina in vitro.

Lo studio

I risultati evidenziano come l’idrochinina sia in grado di inibire e uccidere una vasta gamma di batteri. Tra i Gram positivi, la molecola è risultata efficace contro due ceppi di S.aureus. Se si considerano invece i Gram negativi, è stata osservata un’azione contro E. cloacae, K. pneumoniae e contro due ceppi di P. aeruginosa ed E. coli. La concentrazione a cui risulta efficace è più bassa rispetto a quella dei suoi derivati. Questo la rende un candidato migliore per successivi sviluppi.

Tuttavia i ricercatori hanno riscontrato un comportamento particolare nei confronti di entrambi i ceppi di P. aeruginosa. Per ottenere l’effetto battericida contro questo microrganismo, infatti, la concentrazione di idrochinina è risultata dalle due alle quattro volte maggiore rispetto a quella impiegata contro gli altri batteri. Proseguendo nello studio, i ricercatori hanno infatti scoperto che P. aeruginosa attua una sorta di meccanismo compensativo nei confronti della molecola.

Questo meccanismo si basa sulla presenza di pompe che diminuiscono la concentrazione intracellulare di idrochinina e quindi il suo effetto sul microrganismo. L’espressione dei geni che codificano per le proteine della pompa è inoltre incentivata dalla presenza di idrochinina. Il fenomeno spiega il motivo per cui i pazienti sottoposti a trattamento antimalarico a base di idrochinina o altri derivati della chinina possono presentare infezioni batteriche concomitanti.

Idrochinina: contro l’AMR, con attenzione

In base a questo studio l’idrochinina si è rivelata una molecola dalla promettente attività antibatterica. La sua azione su ceppi noti per essere patogeni umani, infatti, la rende un possibile target per ulteriori approfondimenti. In particolare l’azione battericida nei confronti di P. aeruginosa risulta importante, vista la quantità di ceppi di questo microrganismo che hanno ormai sviluppato forme di antimicrobico-resistenza.

Come sottolinea Robert Baldock, uno dei ricercatori coinvolti nello studio, i risultati contro un microrganismo che ha comunemente sviluppato resistenze multiple apre nuove prospettive. L’idea è infatti proseguire gli studi sulla molecola, nella speranza di poter offrire una nuova linea di trattamenti contro le infezioni batteriche, in particolar modo quelle causate da batteri resistenti.

Tuttavia proprio il comportamento con P. aeruginosa spinge a fare attenzione con questa molecola. Risulta infatti indispensabile studiare più in dettaglio il modo in cui l’idrochinina induce le pompe in questo batterio e le implicazioni del fenomeno. Restano inoltre da approfondire il meccanismo di azione e i possibili effetti avversi della molecola.

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